
Domani un importante appuntamento presso il Centro Culturale Islamico di via Cavour: “Moschea Aperta” rappresenta un momento di dialogo e di confronto con la cultura musulmana. Mettendo da parte gusti e tendenze, si può serenamente affermare che intorno al quesito “Moschea” si sia giocato il destino elettorale a livello comunale: nel 2009 sull’onda emotiva dei disagi causati su scala municipale da un’immigrazione selvaggia vinse il candidato del centro-destra Luca Caselli ma c’è di più. Senza nessun intento polemico ma solo per amore della verità risulta impossibile dimenticare l’esultanza, nei pressi del Campanone, di alcuni maghrebini dopo l’elezione a primo cittadino di Claudio Pistoni. Intorno alla questione “Moschea” come per il registro sulle unioni gay, situazione in cui la maggioranza ha conquistato una vittoria consiliare stentata, ci sono da fare delle considerazioni. Stiamo parlando di chiari sintomi di un opposizione debole: nel momento in cui la maggioranza consiliare vacillava è mancata la presa di posizione decisa e chiara per poter mettere in crisi il governo municipale. Sullo stato di salute del PD locale meglio non azzardare valutazioni; ascoltando il malcontento diffuso sull’operato della Giunta ne risulta rinforzata la nostra tesi secondo la quale la forza del PD risieda nella debolezza degli avversari politici. Si spera, per un confronto costruttivo in sede cittadina, col passare del tempo possa articolarsi una vera opposizione , determinata e forte, al momento non è così: sono diversi i mal di pancia all’interno della minoranza, sono circostanze che supportano il PD sempre più padrone incontrastato. Il problema è quello di sempre, sollevato più volte dall’ex primo cittadino Luca Caselli: il PD può contare su una struttura articolata per cui la politica diventa un mestiere, ma è difficile maturare l’idea di essere politici di professione quando si amministra una città spinti dall’amore per cui si vive l’incarico come una sorta di missione. Così l’ex sindaco Caselli è tornato all’attività legale di sempre: questo inevitabilmente ha tolto forza ed energie al suo impegno politico, nonostante la passione sia immutata. Ecco il punto: la differenza è tutta qui, politici figli di un sistema per cui anche figure lontane dall’avere incarichi gestionali in città sono a libro paga del partito; le regole del gioco non sono uguali per tutti, ma questa è un’altra storia…













