stefano BARGI
«La sessione comunitaria era l’occasione, sui grandi temi, per dare all’Europa un messaggio deciso, ma la maggioranza ha perso ancora una volta l’occasione». E’ questo il senso dell’intervento in Assemblea legislativa del consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, che ha seguito, nell’ordine, quello del presidente della Commissione 1, Massimiliano Pompignoli. Il quale, da parte sua, ha ribadito come dal 2008 la Regione abbia sviluppato un modello di partecipazione che, in Emilia-Romagna, «si basa soprattutto su questa sessione europea, che costituisce il cuore della riflessione istituzionale». Pompignoli ha però condiviso “solo in parte” l’entusiasmo europeista dell’assessore regionale, Patrizio Bianchi, «perché riteniamo che il problema dell’immigrazione sia legato soprattutto a come l’Unione Europea è strutturata oggi.» Stefano Bargi è, invece, entrato nel merito delle questioni: sanzioni alla Russia, anti-dumping e TTIP. «Nonostante lo scorso anno, in un momento di maggiore partecipazione, fu approvato un nostro emendamento, che impegnava la Regione, in tutte le sedi, a rimuovere le sanzioni alla Russia – ha ricordato Bargi – da allora è emerso un certo disallineamento sulle posizioni. Non c’erano dati certi sulle conseguenze economiche per i nostri territori e le imprese (agricole, manifatturiere e commerciali) – cosa che è stata colmata da un Libro bianco, al quale la Lega ha dato il suo contributo – ma, oggi, le conosciamo. Come sappiamo che, minando i rapporti con questo Paese, dove è estremamente difficile inserirsi commercialmente, ci saranno delle relazioni da costruire da capo.» Problemi in parte simili, in termini di conseguenze per l’impresa, sono il TTIP (il trattato delle relazioni commerciali atlantiche) e la questione delle misure anti-dumping nei confronti delle merci cinesi. «Questioni sulle quali ci aspettavamo una presa di posizione forte dalla Regione, soprattutto in questa sede, dove dare un messaggio forte all’Europa. Invece, il segnale che esce – conclude Bargi – arriva debole, da parte di un territorio che manca in termini di sgravi alle imprese, sburocratizzazione e tempi certi. In modo da portare molte aziende a trasferirsi altrove e scoraggiare investimenti sul nostro territorio.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna