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Il film-documentario Ogni Opera di Confessione (67′, ITA, 2015), opera prima dei registi Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli sul mondo che gravita intorno all’area delle ex Officine Reggiane, è stato selezionato in anteprima mondiale a Visions duRéel – FestivalInternational de CinémaNyon nella categoria competitiva RegardNeuf. Leproiezioni si sono tenute alla presenza dei regista e del cast a Nyon in Svizzera, Venerdì 15 e Sabato 16 aprile.
Visions duRéel, fondato nel 1969, rappresenta da diversi anni uno dei festivalEuropei più prestigiosi nell’ambito del cinema documentario e di osservazione,accogliendo ogni anno grandi nomi del cinema come: Frederick Wiseman,Alexandre Sokourov, Raymond Depardon, Johan van derKeuken, Robert Kramer,AtomEgoyan e ApichatpongWeerasethakul e Gianfranco Rosi.
“L’esperienza del festival è stata davvero notevole – spiegano i due registi – Un festival dal respiro internazionale ma dall’animo molto umano. Questo permette una facile interazione con i professionisti del settore, i selezionatori stessi e uno scambio di vedute con gli altri autori. E dicendo questo penso al forum a cui abbiamo partecipato il giorno successivo la première, in cui siamo stati invitati a discutere sull’impianto narrativo del nostro film assieme ad altri autori. L’incontro era moderato dai selezionatori e dal direttore del festival, Luciano Barisone.Il riscontro di pubblico è stato buono, soprattutto alla seconda visione. Parlando con chi l’ha visto, la cosa importantissima è che il film è stato capito e recepito in tutte le sue sfumature. Il direttore del festival si è complimentato con noi, elogiando la maturità dell’opera, pur essendo il primo film realizzato”.
Il film è frutto di oltre due anni di ricerca. Tanto è il tempo che ci è voluto per trasformare e restituire i primi sopralluoghi, i primi dialoghi, le prime impressioni, in un film.Ogni opera di confessione è un lavoro che mette a fuoco le relazioni e lememorie che scaturiscono dalla penetrazione in uno spazio vuoto, quello delle exOfficine Meccaniche Reggiane, di cui viene raccontata la vita trascorsa, unpassato glorioso (mai citato in maniera malinconica) ma soprattutto un presentein costruzione che si sta articolando e poco alla volta crescendo attorno ad esse.Il vuoto di uno spazio produttivo, una grande citta-officina disabitata, un rottame del Novecento che rimane spiaggiato, inanime alla fine di un lungo corso. Ma neivuoti si aggirano personaggi, brulicano protagonisti come residui di una grandestoria.
Ogni Opera di Confessione è stato realizzato in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission,con il contributo di Arci Reggio Emilia, in collaborazione con Cantieri d’Arte-PublicArt Project nell’ambito del programma La Ville Ouverte.
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