sanzioni_russe

Il dietrofront del Pd, in Assemblea legislativa, ha del clamoroso. Visto che a discorsi di apparente apertura dei “democratici”, in aula, è seguita la bocciatura della risoluzione della Lega Nord, auspicata da molte aziende, che attendono che il mercato russo possa tornare ad essere un’opportunità. Perché in gioco c’è un indotto e migliaia di posti di lavoro. A dirlo, è il consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, che da mesi si sta battendo affinché la Regione si faccia parte attiva nel promuovere in tutte le sedi (nazionali ed europee) le iniziative possibili, per rimuovere le sanzioni alla Russia. Riallacciando rapporti diplomatici, degni di questo nome, con la Federazione Russa. «Il dato che dobbiamo sottolineare è la schizofrenia del Pd. Visto che i democratici hanno sconfessato quel timido segnale – avverte Bargi – lanciato in Assemblea legislativa dal governatore, Stefano Bonaccini, ed anche i pallidi tentativi del premier Renzi, di aprire al superamento delle sanzioni verso la Federazione Russa. La giravolta del Pd è inspiegabile. Visto che ha tirato in ballo considerazioni sconclusionate sull’apertura di nuovi mercati, che avrebbero compensato le perdite dovute alle mancate esportazioni verso la Russia (non confermate dalle associazioni di categoria; ndr). Infine, hanno bocciato il nostro documento, che era un impegno rivolto all’Amministrazione ad avere sul serio un ruolo attivo nella vicenda.» Insomma, dopo tutto questo tempo, la maggioranza che governa l’Emilia-Romagna non pare aver capito il peso delle assurde misure anti-russe sull’economia regionale: sul settore agroalimentare, tessile, meccanico, senza contare il turismo (46milioni sono stati i turisti in Emilia-Romagna, tra costa, montagna e città d’arte, nel 2015), ma dove l’ammanco dei turisti russi sulle coste romagnole e non solo, si è fatto sentire eccome.

 

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna