
«La previdenza complementare può essere un aiuto concreto, per coloro che oggi lavorano ed hanno la necessità di poter contare, in futuro, su di una rendita contributiva aggiuntiva, rispetto alle “magre” pensioni che garantiranno Inps, Inpdap e altri istituti. Il Governo Renzi, però, con la legge di stabilità 2015, ha introdotto un assurdo aumento delle tasse su uno strumento che garantisce una forma di previdenza privata, non gravante sullo Stato, e in grado di sopperire all’incertezza dovute a provvedimenti assurdi, quali la Legge Fornero.» E’ il messaggio che arriva dalla Lega Nord, che non ha mai fatto mistero di proporre l’abrogazione della contestatissima Riforma Fornero. Per questo motivo, pensando alle generazioni attuali e future, Stefano Bargi (primo firmatario) e il resto del gruppo consigliare regionale della Ln, ha depositato un progetto di legge alle Camere, in cui si chiede di dare finalmente un impulso alla previdenza complementare. «I fondi pensione – osserva Bargi – possono essere: negoziali, cioè istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale; aperti: istituiti da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio e così via.» Stando, poi, ai dati della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, le adesioni alla previdenza complementare, in Italia, erano a fine 2015 di 7,3 milioni di persone (non poche). Con una crescita registrata del 13,4% e un patrimonio stimato di 138,4 miliardi di euro. Cosa cambierà, in sostanza, se la proposta di legge leghista sarà approvata? «Il Governo ha rincarato la tassazione sui fondi pensione, portandola al 20%, come se fossero una qualsiasi rendita finanziaria: crediamo che questo sia sbagliato. L’aggravio potrebbe rivelarsi un salasso per coloro che si accingeranno ad andare in pensione in futuro. E’ paradossale, soprattutto – avvertono dalla Ln – che il Governo incentivi questa forma di contribuzione complementare, garantendone una parziale deducibilità, salvo prendendosi una parte consistente dell’investimento, al momento della pensione. Specie ora che la Riforma Fornero è destinata a creare schiere di pensionati sempre più poveri. Per questo motivo – conclude Bargi – la nostra proposta è quella di riportare la tassazione sui piani previdenziali complementari all’11%; un tasso che ci pare ragionevole.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













