
Aprirà i battenti verso la fine del corrente mese a ridosso della Santa Pasqua ma ha già creato dibattiti e polemiche. Stiamo parlando del Kebab 34, il locale che sorgerà nel centro cittadino a ridosso della chiesa dedicata a San Giorgio: ennesimo segnale dei tempi moderni. Non è una questione di moralismo, la presenza di questo esercizio provoca reazioni differenti: in ogni modo la vicenda è in grado di suscitare interesse nella cittadinanza. Ci sono diversi discorsi da affrontare, parlando di opportunità non è semplice capire il perché di tale insediamento in uno spazio caratterizzato da storicità e cultura religiosa; non crediamo qualche cristiano possa avanzare la richiesta di aprire un negozio di hamburger nei pressi di un minareto. Le questioni religiose laddove sterili lasciano il campo a quelle più strettamente commerciali e logistiche: problemi dati da odori e rumori in questo angolo municipale fortemente caratterizzato da una vocazione a dir poco tradizionale. Non ci permettiamo di sindacare in merito a permessi o licenze, ma memori di quanto accade in altri negozi di matrice etnica ci chiediamo: il rispetto delle regole è davvero uguale per tutti?Saladin, titolare del punto ristoro è pronto a rassicurare sulla piena osservanza dei regolamenti; allora forse il quesito si pone in altri termini. Non è assolutamente una questione di regolarità o di insediamento straniero, però inevitabilmente è stata violata una sorta d’intimità comunale; venduto un altro pezzo di sassolesità in nome di una globalizzazione difficile da accettare. Sassuolo è pronta al nuovo che avanza? Ecco allora che si fa largo un dubbio, ossia non era meglio sondare il terreno sentendo gli umori della piazza prima di assestare un colpo così preciso al cuore della città? ” Nessuno ha avvertito di questa nuova configurazione commerciale – dice don Giovanni Rossi parroco di San Giorgio -non è un problema di fede perché sono per la massima accoglienza e poi penso che il locale richiamerà anche ragazzi cattolici – aggiunge – c’è un problema artistico ed architettonico, vale a dire per un centro cittadino un esercizio di quel tipo è un tantino atipico”. C’è anche chi tira in ballo la questione dell’ordine pubblico e della sicurezza, comunque sia la difesa di certi valori merita un altro tipo di tutela: mentre le botteghe tradizionali faticano a stare al passo coi tempi una nuova immagine della città avanza e in tutto questo ci sentiamo sempre più orfani della Sassuolo che fu. Il giovedì Santo tra tiramolla e kebab, apriti cielo…













