terremoto emilia

 

Il Pd ha cominciato una specie di fuoco incrociato su Matteo Salvini, dopo la visita del segretario federale della Lega Nord a Novi di Modena. Una delle realtà più duramente colpite dal terremoto del 2012, ma anche l’esempio della lentezza burocratica della ricostruzione in regione. «Gli attacchi a Salvini che leggiamo oggi sui giornali – dicono compatti Giuseppe Bettuzzi (segretario provinciale modenese del Carroccio), Enrico Fieni (segretario di Carpi), il consigliere regionale Ln, Stefano Bargi, e quello comunale di Finale Emilia, Lorenzo Biagi, che è anche commissario della Lega Basso-Modenese – sono fuori luogo e, soprattutto, fuori tema. Il Partito Democratico, evidentemente conscio della profonda inadeguatezza della ricostruzione, sta spostando l’attenzione su presunti “attacchi personali” (per una parola pronunciata da Salvini a Novi; ndr) ma non dice una parola sui contenuti messi in discussione da Matteo Salvini. La fermata davanti a casa del sindaco Turci è, ovviamente, stato un gesto provocatorio che ha solo voluto attirare l’attenzione sul gravoso problema della ricostruzione lumaca, per la quale il Pd dovrebbe solo fare un esame di coscienza.» Anche perché il Carroccio evidenzia che è un dato oggettivo, quello di trovare ancora persone all’interno dei container, a quasi quattro anni dal terremoto. Segno di un processo ricostruttivo piuttosto lento e di scelte non sufficientemente ponderate dai sindaci del Pd. «Dove la Lega amministra – spiega Stefano Bargi – come a Bondeno, i tempi della ricostruzione si sono ridotti: non si sono voluti Map (i moduli abitativi provvisori; ndr), mentre scuole, palestre e opere pubbliche sono stati conclusi o sono in fase di realizzazione. In Regione – conclude Bargi – abbiamo riscontrato come qualcuno voglia far credere che la ricostruzione del cratere emiliano sia finita, ma la lentezza burocratica è un dato e le responsabilità ricadono su chi ha amministrato il processo ricostruttivo dall’inizio.»

 

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna