
Come prevedibile, il dibattito sulla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza, nel contesto di una risoluzione presentata in Assemblea legislativa dalla maggioranza, ha fatto aleggiare tutte le preoccupazioni del caso, per l’assenza del medico all’interno delle ambulanze. Dove un ruolo di primo piano lo avranno, sempre di più, come già accade nei centri urbani, infermieri e autisti soccorritori (cui va un encomio per il loro impegno quotidiano). In molti casi, nella regione e non solo, il medico si troverà unicamente a bordo dell’automedicalizzata, che arriverà all’occorrenza. «Ci auguriamo che l’Assemblea accolga le nostre posizioni – dicono i consiglieri regionali della Ln, Stefano Bargi e Daniele Marchetti – soprattutto a proposito dei protocolli di intervento e del rispetto del profilo professionale dei ruoli in campo; ed anche in merito al diritto alla sicurezza e alla salute dei cittadini.» L’ambulanza con infermieri e soccorritori (ma non del medico) a bordo è già una realtà in molte città dell’Emilia-Romagna, ma «temiamo che una riorganizzazione del servizio di 118 in tal senso non tenga nella giusta attenzione il tema delle situazioni che potrebbero verificarsi in territorio montano, dove i tempi di intervento sono necessariamente diversi, rispetto a quelli in città: pensiamo – rimarcano Bargi e Marchetti – ad esempio, ai territori di Montese e Zocca. Vorremmo che, quando si parla di salute dei cittadini, l’aula possa ragionare su proposte concrete, non soltanto in maniera ragionieristica, con i conti della sanità alla mano.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













