lega nord
Le nuove misure introdotte per la tutela della Zona di protezione speciale (da qui l’acronimo Sic-Zps; ndr) di Sassoguidano-Gaiato, nel Pavullese, entreranno a regime dal 1° maggio, ma gli operatori lamentano l’assoluta carenza di informazioni. Anche perché la gestione della vicenda dovrebbe essere in capo alla Regione, in base alla recente ridefinizione degli assetti; ma, solo di recente, è sbucata fuori una delibera della Provincia di Modena, contenente stringenti (troppo secondo gli operatori della zona) misure per la tutela dell’area. Della questione si sta occupando il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea legislativa. «In base alle misure che sarebbero state introdotte – spiega Bargi – vi sarebbe una fortissima limitazione degli erbicidi, anche in prossimità dell’area, il divieto a trasformare prati in terreni coltivati, anche a frutteto, così come ci sono limitazioni stringenti per la caccia.» Allo scopo, naturalmente, di preservare l’habitat. Secondo gli addetti ai lavori, però, al di là di un’assente campagna informativa sul tema, le misure sbucate fuori dai cassetti della Provincia (in materia di Rete Natura 2000), che diverranno esecutive sulla base del ruolo che eserciterà anche la Regione, dal 1° maggio, sono eccessivamente limitanti: «Specie per le attività agricole e di allevamento insediate nella zona – dice Bargi –. E’ quanto mai urgente che gli operatori del territorio siano convocati e ascoltati dall’Ente gestore, affinché da un sano confronto possano uscire percorsi condivisi di riequilibrio e tutela dell’habitat naturale, che possano tenere presenti anche le esigenze degli addetti ai lavori.» Bargi, infine, chiede alla Giunta regionale di riferire anche in merito al numero delle zone protette (Sic-Zps) presenti in Emilia-Romagna e se analoghe misure risultino adottate anche in queste ultime.

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna