“Un fatto capace di scuotere la mia coscienza di cittadino prima che la figura di uomo di legge, ho preso a cuore la vicenda e con la collaborazione dell’avvocato Pietro Sarrocco ho avviato il ricorso presso la Corte Europea di Strasburgo depositando due ricorsi ed una memoria a sostegno della tesi secondo la quale lo Stato Italiano deve adeguarsi in caso di violenza sulle donne cercando di eliminare anomalie che in questo caso sono alla base di una pena lieve per l’imputato:quindi la volontà è quella dell’introduzione di norme in grado di superare una disparità di trattamento sul piano sociale e giudiziario riguardanti vittima e carnefice del femminicidio”. Queste le parole del giudice Ferdinando Imposimato protagonista della bella serata andata in scena ieri sera nella prestigiosa cornice di Villa Cesi: incontro organizzato dal Rotary Club Muratori, madrina la presidente del sodalizio Elena Romanò, con la partecipazione di Soroptimist Modena: la storia della quale l’illustre togato parla rappresenta una pagina di cronaca che ha sconvolto l’opinione pubblica, vale a dire l’uxoricidio di Giulia Galiotto alla periferia di Sassuolo avvenuto nel febbraio 2009.All’incontro hanno preso parte i familiari della sposa uccisa i quali a più riprese hanno ribadito l’impossibilità di interferire all’interno del processo: la parte offesa è stata silente, quindi non c’è stata la possibilità di avanzare opposizione a certe richieste avanzate dal difensore dell’imputato. “Non possiamo ripetere il processo che è conforme alla legge da un punto di vista formale, quindi piena osservanza delle norme procedurali -continua Imposimato- ma dal punto di vista sostanziale noi abbiamo denunciato delle carenze normative nella legislazione del nostro paese; bisogna correggere certi errori giudiziari, per esempio nel caso di stalking si deve dare a chiunque non solo alla vittima la possibilità di denunciare certi atti persecutori: la donna non sporge querela per paura di rappresaglie o dell’accentuarsi di atti intimidatori. Tutto nasce da una legislazione sbagliata -aggiunge- figlia di una cultura contraria al gentil sesso; nel corso della mia carriera ho affrontato decine di processi per terrorismo e stragi, dal caso Moro alla banda della Magliana, ma raramente mi sono trovato ad affrontare un caso come quello di Giulia:le modalità dell’omicidio sono state di una ferocia sconvolgente. Il disagio -puntualizza- nasce da un sistema giudiziario sbagliato in cui la scena processuale è stata lasciata all’imputato e ai parenti dello stesso relegando i familiari della vittima al ruolo di spettatori passivi”. L’avvocato Pietro Sarrocco, chiarisce:”Se si dovesse arrivare ad una decisione favorevole in relazione alle nostre richieste, tutto questo potrebbe costituire un indirizzo per il legislatore a considerare in altro modo la tutela giudiziaria nei confronti della vittima -conclude- la parte civile deve rivestire un ruolo più attivo all’interno del processo e non vivere all’ombra dell’imputato così come sancito dalla Convenzione di Istanbul del 2013 in tema di violenza sulle donne”.Al giudice Ferdinando Imposimato, grande esperto di terrorismo, è stato chiesto un parere sulla minaccia islamica e il diretto interessato ha riferito:”E’ un discorso complicato e complesso, bisogna partire dal termine terrorismo: questo significa riconoscere certe finalità legate ad attività terroristiche e quindi offre la possibilità di ottenere l’estradizione e l’espulsione di certi personaggi che poi danno vita a stragi ed attacchi -conclude -bisogna evitare generalizzazioni , ci vuole prevenzione e la capacità di operare dei distinguo tra fedeli musulmani ed integralisti pronti a combattere: la guerra al terrorismo va combattuta con fermezza ed intelligenza, prima di tutto l’Europa deve coordinare gli sforzi con la creazione di una Procura continentale e di una Polizia Federale
Nella foto al centro la sorella di Giulia ed il padre, mentre ai lati l’avvocato Sarrocco e il giudice Imposimato; sullo sfondo la madre della sposa uccisa, Giovanna Ferrari













