Io amo mio figlio_

Medea nell’immaginario simbolico collettivo rappresenta per antonomasia l’ambivalenza del sentimento amoroso ma ancor più ci apre verso un tutt’altro che rassicurante interrogativo: io amo mio figlio? Sebbene pronti ad affermarlo con indomita sicurezza sappiamo ognuno di noi quanto questa esperienza d’amore muova potenti trame sommerse e contraddittorie: mai alcuno è capace, nel bene e nel male, di scatenarci incontrollate emozioni. Interroghiamo, dunque, la psicanalisi, che nella lettura dei simboli è via maestra per gli abissi della psiche, per svelare senza preclusione il sentimento amoroso verso i propri figli. Solo così si rende possibile un amore demistificato di proiezioni narcisistiche ed immature attese per affermarne la sua espressione più bella e matura: il riconoscimento e l’incontro con l’altro; in definitiva, la sua affermazione. D’altronde come ci rammenta lo psicoanalista Erich Fromm è nella natura stessa dell’amore che risiede il paradosso “di due esseri che si convertono in uno solo e tuttavia, continuano ad essere due.”

Domenica 15 Novembre. Sporting Club Sassuolo, ore 18. Ingresso Libero.