“Questo pareggio lascia qualche rimpianto, potevano ottenere qualcosa in più comunque abbiamo mosso la classifica contro una squadra partita con ben altre ambizioni”. Giuseppe Sannino commenta così lo scialbo 0-0 casalingo del suo Carpi contro il Verona; il mister biancorosso aggiunge:”Per l’impegno e la voglia messa in campo i miei ragazzi meritavano di vincere:l’obiettivo è continuare a battagliare fino all’ultima giornata, guido un gruppo di professionisti consapevoli del loro mestiere e con l’aiuto del loro condottiero vogliono fortissimamente uscire da questa difficile situazione”. La verità è che il Carpi oggi ha fornito una prova di una pochezza imbarazzante: a chi faceva notare al tecnico partenopeo che dal suo avvento sul piano motivazionale e dal punto di vista tattico sfuggono al momento miglioramenti, l’allenatore biancorosso ha preferito tergiversare e chiamare la “ritirata”. Neopromossa anche oggi rinunciataria e poco propositiva, in alcune parole di Sannino si nascondono le verità di questo momento infelice dal punto di vista sportivo:”Oggi abbiamo portato a casa un punto”. Ecco questa frase alla luce di quanto visto in cinque partite suona come un campanello d’allarme: questo arrancare, arretrare, difendersi è disarmante; per perdere qualcosa si deve avere il coraggio di conquistarlo, ecco la formazione biancorossa ha paura: giocare con poca serenità aumenta svarioni ed errori. Se quanto detto appartiene allo spirito propositivo e alla spinta, elementi sconosciuti nel panorama biancorosso, dal punto di vista tattico ci sono lacune che non possono essere messe in relazione alla carenza tecnica dell’organico. In questo senso giocare arroccati sulla difensiva rende difficili le ripartenze, a livello di automatismi invece di cercare giocate semplici e funzionali si provano azioni al di fuori della coralità del collettivo: molte cose vivono dei personalismi di qualche giocatore, ma a livello d’orchestra le prestazioni risultano stonate. Un pareggio che serve a poco, presentato invece da Sannino come un trionfo; la serie A è una cosa seria: parlare di meriti è fuori luogo, evitiamo lamentele e discorsi da buon samaritano. Domenica sarà derby: si preannuncia una sfida complicatissima contro il Sassuolo, da una parte un gruppo capace di imporre a chiunque la dura legge del Mapei e dall’altra un Carpi che vive di qualche spunto individuale ma che non è squadra e non è gruppo. Anche stasera un leggero antibiotico: Sannino è abbastanza contento, meno i tifosi che hanno esternato il loro disappunto fischiando sonoramente al termine della gara contro l’Hellas…













