
“La Tibre è un progetto sbagliato e a rischio infrazione europea, Delrio faccia chiarezza”. Lo dichiara il deputato emiliano Michele Dell’Orco, capogruppo M5S della Commissione Trasporti, che oggi ha presentato una interrogazione parlamentare sulla tratta autostradale di oltre 80 km che dovrebbe collegare il versante tirrenico al Brennero, aggiungendo nuovi interrogativi a quelli già rivolti al Governo in un atto depositato oltre un anno fa, ma che attende ancora risposta.
“Già oltre un anno fa – ricorda il deputato – avevo evidenziato una serie di incongruenze autorizzative su questa nuova autostrada poco utile e costosa, promossa con la beffa dell’autofinanziamento della prima tratta da parte della concessionaria Autocisa ma senza specificare che, per la realizzazione dell’intero asse autostradale, l’azienda non solo ha già ottenuto una proroga della concessione fuori dalle regole comunitarie ma anche un contributo statale di 900 milioni di euro, un probabile credito di imposta e un aumento delle tariffe del 7,5% annuo”.
“In pratica un grande affare per la concessionaria ma non per i cittadini –commenta Dell’Orco che aggiunge- ora però che anche la giunta regionale dell’Emilia Romagna ha recentemente cancellato dalla proposta di nuovo piano infrastrutture il secondo lotto del Tibre, evidenziandone tra l’altro di fatto la sua inutilità, siamo proprio sicuri che costruendo solo il primo lotto di circa 9,5 km, rimangano ancora valide le condizioni che hanno portato alla chiusura dell’infrazione comunitaria ed in particolare alla proroga senza gara della concessione per Autocisa? Sono dell’opinione che invece di andare avanti facendo danni sia il momento di rivedere l’intero progetto, sospendendo anche il primo lotto, per valutare più utili, economiche e meno impattanti alternative di collegamento che privilegino il raddoppio e il potenziamento delle tratte ferroviarie già esistenti su quel tracciato.
Solo in questo modo –conclude il pentastellato- si potrà inoltre evitare che si possano riaprire infrazioni comunitarie e che, nella confusione generale di delibere Cipe non conformi e piani che continuamente cambiano, chiunque si senta autorizzato ad interpretare le regole a proprio piacimento”.













