“Fuori gli attributi”. I tifosi del Carpi non ci stanno: a farli andare su tutte le furie non è la sconfitta bensì il modo attraverso il quale questa è arrivata. Una squadra, spesso in balia dell’avversario, travolta : la cura Sannino pare abbia già vanificato i suoi benefici effetti. Non è una questione di guida tecnica: questo per sottolineare che la sostituzione di Castori è destinata a lasciare oltre ad un comprensibile dispiacere tante perplessità. Squadra inadatta ad affrontare la serie A da quello che si è visto con diversi giocatori carenti a livello tecnico, per usare un eufemismo; certamente le colpe non sono del tecnico appena arrivato, ma diciamocelo in maniera sincera e leale: trovare responsabilità nel mister marchigiano cacciato in malo modo fa sorridere. Livello della rosa non all’altezza degli impegni stagionali, però tatticamente qualcosa può essere imputato al comandante Sannino: scelte discutibili parlando di come il Carpi sia stato messo in campo. Non è il momento delle prove, continuare a pasticciare mentre la squadra precipita non è un bel segnale; mancano uomini , è vero, ma forse pretendere un’inversione di tendenza cambiando la guida al timone della barca rischia di peggiorare una situazione di per sé delicata. Non era forse più opportuno lasciare in cabina di pilotaggio un allenatore capace di gestire al meglio le risorse a disposizione cercando di arrivare al mercato di riparazione pronti a rimediare alla pochezza del collettivo con nuovi innesti? Non si vuole discutere della bontà o meno della scelta societaria, però ci permettiamo di dire che la prestazione di ieri è stata alquanto deficitaria e getta parecchie ombre sul futuro del Carpi. Il domani è incredibilmente vicino: sabato una sfida importante contro il Bologna. Non è una questione di classifica, si dirà il torneo è ancora lungo, ma una nuova sconfitta contro i felsinei costituirebbe un problema di credibilità. In ottica futura pensiamo al percorso verso la salvezza: non erano queste le gare della risalita?Non tutto è perduto, prima di gusti o preferenze viene il Carpi e la sua gente; in questo senso lo spettacolo di ieri è stato imbarazzante e serve la svolta. No, con il Torino è stata una vittoria in cui la dea bendata ci ha messo del suo, tanto che ieri a Bergamo contro una Dea presente e spietata è stata un’autentica debacle. Più che di alchimie e di formule tattiche la neopromossa ha bisogno di mettere in campo i suoi uomini di valore, Mbakogu su tutti; bisogna tirare fuori dal mazzo le carte migliori, cercare di apportare accorgimenti non dà vita a grandi risultati. Il sodalizio Sogliano-Sannino deve aiutare il Carpi a uscire da un vicolo sempre più cieco: a proposito sarebbe bene rivedere certe strategie, su tutte la decisione di far giocare i nuovi arrivati quasi che la cosa dovesse avallare le scelte operate in sede di mercato. Questione di mazzo… carpi logo