Primo storico successo in serie A per il Carpi, una vittoria importante ma immeritata. Partiamo dal presupposto che la ragione spetti sempre e comunque ai vincitori: in questo senso la cura Sannino ha avuto un effetto magico. Pensare ai primi tre punti della storia biancorossa è motivo di grande soddisfazione, ma di questo successo in fondo resta un Carpi vincente ma assolutamente non convincente. D’accordo si dirà “Sannino ha fatto il suo con il poco tempo a disposizione”, questa partita non può costituire per svariati motivi una prova attendibile: vittoria del carattere e un grazie particolare va dato alla Dea Bendata , la neopromossa ha preso in un colpo solo i punti lasciati per strada dalla banda Castori. Qualcuno parlava con toni entusiastici di svolta, francamente pretendere di portare a casa i tre punti con prestazioni del genere ci pare eccessivo. ” Questa è la vittoria di Castori e dei ragazzi -riferisce Sannino- chi si aspettava un Carpi bello deve capire che questa è la serie A e saper soffrire e adattarsi è fondamentale”. A chi ha ricordato le precedenti esperienze poco felici il comandante ha risposto in malo modo, mentre Sannino ha evitato il confronto a chi gli faceva notare che la gara ha evidenziato un Carpi pratico e fortunato contro un Torino evanescente e poco concreto. “Speriamo questa vittoria non rimanga un successo estemporaneo – conclude Sannino- adesso avrò a disposizione due settimane per dare una mia fisionomia alla squadra”. Complimenti al tecnico partenopeo per il risultato, ma il campionato è lungo e l’impressione è che anche l’allenatore appena approdato a Carpi abbia intuito che conquistare punti così deve costituire un’eccezione e non certo la regola. Meglio tenersi stretta la vittoria, comunque sia congratulazioni al Carpi nella speranza di una certa continuità nei risultati: prima di tutto c’è una squadra che ha vinto ed una città che spera arrivi la tanto attesa salvezza… Anche senza Castori, prima di tutto : Bravo Carpi













