“Difficile non concedere un rigore così, con questi arbitraggi meglio pensare alla prossima serie B”. Parole forti quelle del direttore sportivo biancorosso Sean Sogliano che non ha risparmiato critiche verso un arbitraggio ritenuto penalizzante per il Carpi. L’episodio che ha scatenato il duro attacco di tutto l’ambiente della neopromossa nei confronti della direzione arbitrale è relativo a quanto accaduto in area gigliata ad inizio ripresa: Bernardeschi respinge col gomito un cross di Bubnjic, il giudice di gara Di Bello giudica involontario l’intervento del n°10 viola. Nell’occasione il tocco c’è e pare netto, ma bisogna considerare la volontarietà dell’intervento in relazione alle ultime disposizioni del designatore italiano. Il braccio di Bernardeschi è largo ma distanza ravvicinata e congruità del movimento farebbero optare per la non concessione del penalty: il talentino dei toscani ha entrambi gli arti superiori larghi nel tentativo di mantenere l’equilibrio in acrobazia e il suo comportamento pare sintomo di naturalezza. L’interpretazione del fischietto brindisino può creare discussioni e diverse valutazioni ma il rigore non concesso non ci sembra possa costituire uno scandalo. Certamente, le impressioni a caldo in casa Carpi sono state energiche, tutto questo può essere compreso guardando allo sviluppo della partita di ieri: una gara in cui i ragazzi di Castori hanno dato fondo a risorse sia fisiche che mentali. Mettendo da parte i veleni arbitrali, il Carpi deve ripartire da alcune certezze che dopo la “manita” di Marassi subita dalla Sampdoria sono state strada facendo metabolizzate dai biancorossi. La crescita confortante del collettivo sia dal punto di vista fisico che tattico, squadra più ordinata ed equilibrata per affrontare la categoria e una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, fa ben sperare. Inizio difficile da mettere in conto, ma ci sono segnali incoraggianti: gli uomini del tecnico Castori giocano con buona spinta propositiva e anche ieri sera non si sono limitati a difendere le avanzate della Fiorentina, bensì hanno creato diverse palle gol mancando sotto il profilo del cinismo e dell’opportunismo. Analizzando la gara del Braglia, non ravvisiamo un Carpi inadatto alla serie A; sicuramente raggiungere il traguardo salvezza rimane qualcosa di complicato, ma il gruppo è vivo e i problemi sono da ricercare nella particolarità del momento: i diversi indisponibili e le non perfette condizioni fisiche di alcuni giocatori obbligano l’allenatore marchigiano a certe scelte. In questo senso è da vedere l’avvicendamento di Matos con Mbakogu: il brasiliano è stato di gran lunga il migliore del Carpi, ma è uscito esausto per lasciare il posto a un Mbakogu sempre pericoloso e generoso ma che non è in grado di garantire la continuità di rendimento per tutti i 90′. Facile pensare ad un Borriello da sostituire, su questo punto ci sono parecchi “ma” da considerare: col senno di poi è facile fare analisi, l’attaccante partenopeo non ha concretizzato diverse occasioni sottoporta ma nonostante la carente lucidità in fase offensiva ha fatto reparto con la propria esperienza. Non dimentichiamo un aspetto: situazione particolare, con un attacco pieno di defezioni; non rimane che sperare in giornate più fortunate, davvero per la consistenza raggiunta al Carpi serve un episodio favorevole che possa dare la svolta, non parliamo di sviste arbitrali o peggio ancora di torti…













