Oltre 550 persone al teatro di Sassuolo per “Aiutiamoli a crescere…”: successo per il convegno sul futuro del calcio giovanile italiano

Teatro gremito e grande partecipazione per il quinto e ultimo appuntamento della XV edizione del Memorial Nardino Previdi. Al centro del dibattito, la necessità di valorizzare i giovani, migliorare il sistema esistente e costruire un calcio più attento alla crescita tecnica e umana delle nuove generazioni.

Oltre 550 persone presenti, teatro completamente gremito e un confronto ricco di spunti sul futuro del calcio giovanile italiano. Si è concluso con un grande successo il convegno “Aiutiamoli a crescere… la riforma del settore giovanile”, appuntamento che ha richiamato a Sassuolo dirigenti sportivi, allenatori, rappresentanti delle istituzioni, addetti ai lavori, società sportive, appassionati e numerosi esponenti del mondo del calcio.

Una partecipazione significativa, che testimonia quanto il tema della formazione e della crescita dei giovani calciatori sia sentito e quanto sia forte la necessità di interrogarsi sul futuro del movimento calcistico italiano.

L’iniziativa ha rappresentato il quinto e ultimo appuntamento della XV edizione del Memorial Nardino Previdi, manifestazione che anche quest’anno ha proposto un programma articolato di eventi dedicati al calcio giovanile, femminile e inclusivo, attraverso il torneo Under 16, il II Memorial Previdi Junior, il IV Memorial Previdi Femminile e il Memorial Previdi Special.

La serata è nata dal dibattito riaperto dopo la mancata qualificazione della Nazionale italiana ai Mondiali del 2026, con l’obiettivo di andare oltre le riflessioni più immediate e affrontare in maniera concreta le criticità e le prospettive del settore giovanile.

La domanda al centro del convegno è stata chiara: serve davvero una nuova riforma oppure è arrivato il momento di applicare meglio e valorizzare il sistema che abbiamo già costruito?

Ad aprire l’incontro è stato un momento introduttivo dedicato al Memorial e alle sue finalità, seguito dai saluti istituzionali dell’Amministrazione comunale di Sassuolo, con il sindaco Matteo Mesini, dal videomessaggio dell’Assessora regione Emilia-Romagna al Turismo, Commercio e Sport Roberta Frisoni e dall’intervento di Andrea Dondi, presidente del CONI Emilia-Romagna. L’apertura ufficiale dei lavori è stata affidata a Massimiliano Rizzello, Coordinatore regionale FIGC-SGS Emilia-Romagna, sottolineando anche il valore formativo dell’iniziativa per le Scuole Calcio di secondo, terzo e quarto livello.

Il dibattito ha messo a confronto esperienze e punti di vista differenti, grazie alla presenza di Silvio Baldini, Commissario Tecnico della Nazionale Under 21; Andrea Fabris, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Sassuolo Calcio; Francesco Palmieri, Direttore Sportivo del Sassuolo Calcio; Davide Caliaro, Responsabile del Settore Giovanile del Modena FC; e Stefano Diana, Responsabile dell’Attività di Base FIGC Emilia-Romanga.

Attraverso le loro testimonianze, il confronto ha affrontato temi centrali per il futuro del movimento: il rapporto con i modelli europei, la cultura del risultato, il valore dell’errore nel percorso di crescita, la qualità degli ambienti educativi, la formazione degli allenatori, gli investimenti nelle infrastrutture e la sostenibilità economica delle società.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla necessità di creare condizioni favorevoli per accompagnare i giovani nel loro percorso, senza anticipare o forzare i tempi di maturazione. Tra gli argomenti affrontati, inoltre, il passaggio dal settore giovanile al calcio professionistico, le opportunità per concedere ai giovani talenti occasioni concrete di confronto con categorie superiori.

Il C.T. Under 21 Silvio Baldini ha rimarcarto l’importanza di queste srate utili per parlare dei giovani, sottolineando che chi siede in panchina nei settori giovanili dovrebbe essere formato princiaplmente sulle competenze psicopedagogiceh e relazionali, fungendo da guida emotica e sociale, prima ancora che tattica, sottilienando una realtà statistica e spietata, appena lo 0,2% dei ragazzi raggiunge la Serie A.

Particolare attenzione è stata riservata al lavoro quotidiano delle società e ai programmi federali, con un approfondimento sull’Evolution Programme e sulle Aree di Sviluppo Territoriale (AST), strumenti pensati per sostenere la crescita tecnica dei ragazzi e accompagnare le società nel miglioramento della propria attività.

Il Direttore Francesco Palmieri ha rimarcato Il problema del sistema italiano che soffre storicamente di una resistenza culturale al cambiamento e di una forte avversione al rischio, che penalizzano le nuove generazioni sia in ambito sportivo che aziendale, nel calcio i tecnici e i club faticano a schierare i giovani (16-20 anni) perché si teme che un loro errore possa compromettere il risultato immediato, a differenza di quanto avviene in altri campionati europei.

Andrea Fabris e Davide Caliaro, rispettivamente Amministratore delegato e Direttore Generale U.S. Sassuolo Calcio e Responsabile Settore Giovanile Modena F.C., hanno evidenziato l’importanza di investimenti nelle infrastrutture come “Mapei Football Center” e “Il Nido” per la formazione e crescita dei giocatori.

A portare una testimonianza concreta del percorso di crescita è stata anche Alice Pellinghelli, calciatrice del Sassuolo Calcio Femminile, cresciuta nel settore giovanile neroverde fino ad arrivare alla Prima Squadra. La sua esperienza ha rappresentato un esempio significativo di come un percorso strutturato e un ambiente capace di accompagnare le giovani atlete possano favorire il passaggio dalle categorie giovanili al calcio dei grandi.

Nel confronto conclusivo, spazio alle prospettive future e alle ipotesi di riforma del sistema, Simone Alberici, Presidente regionale FIGC-LND Emilia-Romagna, chiamato a chiudere ufficialmente la serata, ha sottolineato l’importanza dell’attivita dei dilettanti sul territorio, dietro ogni società dilettantistica c’è una fitta rete di dirigenti, allenatori, accompagnatori e genitori che operano spesso a titolo gratuito che offrono un’alternativa sana alla sedentarietà e alla devianza giovanile nelle periferie.

Il filo conduttore dell’intero appuntamento è rimasto quello espresso dal titolo del convegno: aiutare i giovani a crescere non significa soltanto formarli come calciatori, ma soprattutto creare le condizioni perché possano diventare persone consapevoli, attraverso un ambiente sportivo educativo, competente e capace di valorizzarne le potenzialità.

La Famiglia Previdi desidera rivolgere un sentito ringraziamento a Leo Turrini, per aver condotto con professionalità e passione l’evento, contribuendo in maniera preziosa alla sua riuscita anche con il supporto e la disponibilità dimostrati durante le fasi organizzative.

Il successo di partecipazione, con oltre 550 presenti e il teatro interamente occupato, ha confermato l’interesse del territorio verso un tema fondamentale per il futuro del calcio italiano. Una serata di confronto e formazione che ha permesso di mettere in relazione il lavoro delle istituzioni, le esperienze del calcio professionistico e le esigenze quotidiane delle società dilettantistiche e delle Scuole Calcio.

La XV edizione del Memorial Nardino Previdi si chiude così con un appuntamento di grande partecipazione e valore, rilanciando una riflessione che riguarda tutto il movimento calcistico: prima di chiedersi quale nuova riforma serva al calcio italiano, è necessario domandarsi se stiamo facendo davvero tutto il possibile per dare continuità, efficacia e valore agli strumenti che già abbiamo.

Perché il futuro del calcio passa dalla capacità di aspettare, accompagnare e valorizzare i giovani. E, soprattutto, dal coraggio di metterli nelle condizioni di crescere