“Lavoro straordinario al Parco Amico sabato 26 settembre, recupero e smaltimento rifiuti”. Così in un post, un volontario esprime soddisfazione per i lavori di pulizia e sistemazione relativi all’area verde presente nel quartiere di Braida. Certamente, ai rappresentanti delle associazioni Sassuolo nel cuore e alla Nuova Comune del Parco di Braida vanno i ringraziamenti per l’opera svolta, ma dietro alla prestazione di manutenzione e nettezza si nascondono diverse perplessità. La rottura col passato è netta e marcata: atmosfera di una laicità strisciante nel rione, via i simboli religiosi,
lo storico presepe gettato in discarica, gli esponenti della vecchia Comune del Parco di Braida sostituiti in toto o quasi. Tutto questo tra i ghigni beffardi degli ospiti musulmani, quanto ottenuto deve far riflettere: la nuova Comune ha perso la sua anima identitaria, non avendo più al suo interno individui residenti a Braida, tutto ridotto a manovre politiche.
Altro che voce del rione, si eseguono i programmi di partito: il PD ha fagocitato tutto, garantendosi il controllo assoluto sui diversi sodalizi i quali risultano espressioni guidate e comandate dalla grande macchina rossa. Tutto già deciso, alla faccia di libertà, indipendenza ed autonomia: da gruppo per la crescita e lo sviluppo di un quartiere a realtà compagne fedeli delle volontà di via Fenuzzi, il passo è breve. Si è smarrita la natura della primordiale Comune del Parco di Braida, l’associazione è divenuta una marionetta mossa con perizia chirurgica dal partito. A Sassuolo sta andando in scena una performance grottesca:
il Parco Amico come location, la distesa verde che proprio gli ospiti stranieri deturpano e sporcano senza rispetto, poi come nelle favole arriva chi risolve tutto e sistema magicamente ogni cosa. Ci sono dei però : qui non c’è il bosco e Cappuccetto Rosso, ha portato in casa i futuri dominatori; un pochino di sano equilibrio non guasterebbe. Che ne sa la generazione Z dell’agonia passata di Braida, delle lotte e delle notti insonni a difesa del quartiere: qualcuno vuole seppellire questa memoria in nome del COUS COUS. Non ci si può abituare ai nuovi padroni, via Menotti trasformata in via Marrakech; rispetto ed educazione sì, ma sottomissione mai. L’invasione è apocalittica ed intercontinentale, ma ognuno deve fare il proprio: Sassuolo prima di tutto
FOTO SLIDE: Le statuine recuperate del presepe finito in discarica, nel pomeriggio odierno sono state consegnate a don Jacek, parroco di Braida













