Le dichiarazioni del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, intervenuto alla Leopolda sul tema dell’energia, riportano al centro del dibattito una questione che riguarda direttamente la competitività del sistema produttivo emiliano.
De Pascale ha parlato di una situazione di emergenza sul fronte energetico e della necessità di adottare scelte tecnologicamente non ideologiche, lamentando l’assenza di una strategia capace di ridurre il costo dell’energia per il sistema produttivo.
“Prendiamo atto delle parole del presidente De Pascale – dichiara Ghelfi Riad,
Segretario regionale di Patto per il Nord Emilia – perché il problema che viene riconosciuto oggi dalla Regione è da tempo sotto gli occhi di imprese, agricoltori, artigiani e famiglie. Il tema, però, è capire quali scelte concrete si intendano mettere in campo”.
Il quadro nazionale conferma la pressione sui costi: secondo una recente elaborazione CNA, il maggior esborso sostenuto da famiglie e imprese italiane dall’inizio del conflitto in Iran è stimato in circa 16,5 miliardi di euro. La stessa analisi segnala che il prezzo medio provvisorio dell’elettricità sul mercato all’ingrosso a settembre è stato di circa 208 euro/MWh, contro i 114,41 euro di febbraio.
“Per un territorio come l’Emilia-Romagna, che ha una forte base manifatturiera e agricola – prosegue Ghelfi – il costo dell’energia è una questione di competitività, occupazione e capacità produttiva. Non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che i prezzi aumentano con misure emergenziali. Serve una strategia di medio e lungo periodo”.
Patto per il Nord Emilia chiede quindi alla Regione di rendere chiari obiettivi, strumenti e tempi della strategia energetica regionale, con particolare attenzione a:
- riduzione strutturale del costo dell’energia per imprese e famiglie;
- sviluppo delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo;
- comunità energetiche e produzione locale;
- maggiore utilizzo dell’autoconsumo energetico da parte di imprese e aziende agricole;
- semplificazione delle procedure per gli investimenti;
- sostegno alle attività maggiormente esposte ai costi energetici;
- valutazione di tutte le tecnologie disponibili, sulla base di criteri di sicurezza, sostenibilità e competitività.
“L’Emilia-Romagna ha competenze industriali, agricole, universitarie e tecnologiche per affrontare questa sfida. Il punto – conclude Ghelfi – è trasformare queste capacità in una maggiore autonomia energetica e in costi più sostenibili per chi produce e per le famiglie. Se la Regione riconosce che siamo davanti a un’emergenza, ora è necessario conoscere quale strategia concreta intenda adottare e con quali risorse”.













