“Fare gli interessi del quartiere, rimanere indipendenti rispetto al quadro politico del momento rimane cosa  importante: avere un Parco “amico” politicamente  è una bella comodità”. Il consigliere Luca Caselli (FdI) parla della distesa verde del rione Braida, una sorta di vera e propria appendice del PD: una rivoluzione  che ha trasformato la Comune del Parco di Braida, storica associazione che ha speso energie ed impegno per questo settore comunale, in un sodalizio fagocitato dal PD. Una cosa chiara fin da subito, è questa: i volontari attualmente all’interno della nuova Comune vanno ringraziati per il loro sostegno al quartiere, la riqualificazione di Braida guarda ad altri scenari pronti a trasformare il Parco Amico in parco “compagno”. Il raduno di centinaia di islamici all’interno dell’area verde sollevò reazioni e proteste della cittadinanza ed aprì la strada alla creazione del quesito MOSCHEA,   laddove sorgevano uffici comunali, senza contare che magicamente sia sparito il presepe, vandalizzato ed oltraggiato a più riprese,  che per anni è stato presente nei pressi dell’intersezione tra via Braida ed il parco stesso, spazi lasciati all’uso sfrenato e poco ortodosso, per usare un eufemismo, di ospiti musulmani. Tutto si inserisce in un quadretto più ampio che guarda alla rinascita di un intero comparto: la paura è che la disponibilità, travestita da integrazione, sia divenuta una sottomissione bella e buona. C’è il fondato sospetto si stia vendendo Sassuolo, le sue tradizioni e la sua identità: l’immigrazione è un aspetto di portata planetaria e molto spesso va oltre le competenze di un primo cittadino e di un’Amministrazione locale, ma assistere impotenti ad un’ invasione, senza scrupoli della nostra cittadina, qualche domanda la fa sorgere. Una strana atmosfera avvolge Sassuolo, si avvicinano i mesi freddi, la questione sicurezza è pronta ad incendiare la contesa. In none di chi o di che cosa?