Ghelfi Riad: “Il territorio non è uno slogan da usare alle feste di partito. Se davvero si vuole ripartire dai territori, bisogna restituire loro competenze, responsabilità e risorse”.
Fa piacere scoprire che anche il centrosinistra si accorge dell’importanza dei territori. Ma parlare di territori è facile. Il vero punto è capire quale potere si è disposti a riconoscere loro».
È questa la posizione di Ghelfi Riad, Segretario Regionale di Patto per il Nord Emilia, dopo il confronto alla Festa provinciale dell’Unità di Modena dedicato proprio a “La politica dei territori”, con Stefano Bonaccini, Antonio Decaro e Silvia Salis. «Da anni – prosegue Riad – sentiamo parlare di decentramento, prossimità, territori e capacità degli enti locali di rispondere ai bisogni dei cittadini. Ma poi, quando si arriva al punto fondamentale, cioè chi decide e chi dispone delle risorse, il sistema torna sempre allo stesso modello centralista».
Per Patto per il Nord il tema non può essere affrontato soltanto attraverso una maggiore collaborazione tra Comuni e Regioni.
«Il federalismo non significa semplicemente spostare qualche competenza da Roma a Bologna. Significa responsabilizzare realmente i territori e permettere loro di trattenere una parte adeguata delle risorse che producono. Significa che chi amministra deve avere le risorse per rispondere ai cittadini e, allo stesso tempo, deve essere chiamato a rispondere delle proprie scelte».
Il riferimento è particolarmente importante per l’Emilia-Romagna, uno dei territori economicamente più forti del Paese.
«L’Emilia produce ricchezza, esporta, sostiene una parte fondamentale del sistema economico italiano e dispone di un patrimonio industriale, agricolo e manifatturiero straordinario. Non possiamo continuare a considerare questa forza soltanto come una base fiscale da cui prelevare risorse. Deve diventare anche capacità di decidere il nostro futuro.»
Per Patto per il Nord, quindi, il confronto sull’autonomia deve uscire dalla dimensione delle dichiarazioni politiche.
«Se davvero vogliamo parlare di politica dei territori – sottolinea Riad – allora affrontiamo fino in fondo il tema del federalismo fiscale. Parliamo di residuo fiscale, di risorse trattenute sul territorio, di competenze e di responsabilità. Parliamo della possibilità per l’Emilia-Romagna di investire maggiormente ciò che produce in sanità, infrastrutture, sicurezza, formazione, agricoltura e competitività delle imprese».
“Meno centralismo, più responsabilità”
«Il nostro principio è semplice: le decisioni devono essere prese il più vicino possibile ai cittadini e le risorse devono seguire le responsabilità. Non vogliamo un territorio che chieda continuamente permesso a Roma per poter investire, programmare e costruire il proprio futuro».
«Il Nord – conclude Riad – non chiede privilegi. Chiede responsabilità. Chiede di poter decidere, di poter programmare e di poter utilizzare una quota maggiore della ricchezza che produce. Se questo significa davvero parlare di politica dei territori, allora siamo pronti a discuterne. Ma se “territorio” deve essere soltanto una parola buona per un dibattito alla Festa dell’Unità, allora preferiamo chiamare le cose con il loro nome: centralismo».













