«La decisione di Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria di costruire una cabina di regia comune sulla manifattura è un fatto positivo. Ma adesso bisogna avere il coraggio di fare il passo successivo: trasformare il peso economico del Nord in un vero peso politico».

Lo dichiara Ghelfi Riad, Segretario Regionale di Patto per il Nord Emilia, intervenendo sul progetto del Distretto unico della manifattura del Nord.

«Per anni abbiamo sentito parlare della necessità di sostenere il sistema produttivo, mentre le imprese del Nord continuavano a produrre, esportare, creare occupazione e versare risorse. Oggi finalmente cinque Regioni iniziano a capire che, insieme, possono avere una forza negoziale completamente diversa».

«Ma il punto è proprio questo: quanto vogliamo essere capaci di contare? Perché se il Nord rappresenta una delle principali aree produttive d’Europa, non può continuare a comportarsi come una semplice periferia amministrativa dello Stato».

Secondo Ghelfi, il nuovo Distretto dovrebbe diventare «un laboratorio concreto di autonomia economica».

«Partiamo da credito, energia, infrastrutture, innovazione, formazione e semplificazione. Ma arriviamo anche alla questione fondamentale: le risorse prodotte dai territori devono tornare in misura maggiore ai territori. Non possiamo chiedere alle nostre imprese di essere competitive mentre una parte crescente delle decisioni e delle risorse viene concentrata lontano da chi quell’economia la conosce e la sostiene ogni giorno».

«Il federalismo fiscale non è uno slogan – continua Ghelfi –. È una questione di responsabilità. Se un territorio produce ricchezza, deve poter disporre di una quota maggiore delle risorse generate per investirle in infrastrutture, servizi, formazione e competitività. È così che si costruisce un territorio forte».

«Per questo guardiamo con interesse alla nascita del Distretto manifatturiero del Nord, ma chiediamo che non si trasformi nell’ennesimo coordinamento istituzionale. Il Nord non ha bisogno di un altro tavolo: ha bisogno di una strategia comune e della forza politica per attuarla».

«L’Emilia-Romagna – conclude il segretario regionale di Patto per il Nord – ha tutto l’interesse a stare dentro questo percorso da protagonista. Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma e l’intero sistema produttivo emiliano hanno competenze, imprese e filiere che possono guidare questa trasformazione. La nostra proposta è semplice: più autonomia, più responsabilità, più risorse sui territori e meno decisioni calate dall’alto. Se il Distretto manifatturiero del Nord riuscirà a diventare questo, allora non sarà soltanto una buona iniziativa industriale: sarà l’inizio di un nuovo rapporto tra il Nord e lo Stato».

Ghelfi Riad
Segretario Regionale Patto per il Nord Emilia