Stefano Bellei (Patto per il Nord Modena città): “Prorogare e ampliare le zone a vigilanza rafforzata dimostra che il problema esiste. Ora servono risultati e responsabilità politiche.”

I numeri emersi oggi dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di Modena non possono essere ignorati.

Sono state oltre 11.000 le persone controllate nell’ambito dei dispositivi di vigilanza rafforzata e 157 gli ordini di allontanamento adottati. Particolarmente significativo è il dato relativo alla componente straniera: 6.251 delle persone controllate erano straniere e 124 dei 157 allontanamenti hanno riguardato cittadini stranieri.

“Questi numeri – osserva Stefano Bellei, Responsabile di Patto per il Nord Modena città – dimostrano innanzitutto che a Modena il tema della sicurezza non può essere liquidato come una semplice percezione dei cittadini. Se le zone a vigilanza rafforzata devono essere prorogate e addirittura estese, significa che occorre continuare a intervenire con decisione.”

“Riteniamo positivo – prosegue Bellei – il lavoro coordinato delle forze dell’ordine e della Polizia Locale. Ma dobbiamo avere il coraggio di affrontare anche il problema a monte. Il dato relativo agli stranieri coinvolti nei controlli e negli allontanamenti è significativo e impone una riflessione seria sulle politiche di immigrazione adottate negli ultimi anni.”

“Non è accettabile – aggiunge – che chi arriva nel nostro Paese e vive sul nostro territorio non rispetti le regole. L’accoglienza non può trasformarsi in assenza di controllo, e l’integrazione non può significare tollerare illegalità, spaccio, violenza o degrado. Chi commette reati deve essere perseguito e, quando ne ricorrono i presupposti di legge, devono essere applicate con efficacia anche le procedure di allontanamento.”

Per Bellei, tuttavia, il tema non riguarda soltanto l’ordine pubblico.

“Da anni assistiamo a politiche migratorie che hanno prodotto spesso accoglienza senza un adeguato controllo, integrazione insufficiente e una gestione frammentata del fenomeno. Il risultato è che molti Comuni si trovano a dover affrontare direttamente le conseguenze sociali e di sicurezza di decisioni prese altrove.”

Ghelfi Riad: “I territori non possono pagare il prezzo di politiche decise lontano da loro”

“Quello che sta accadendo a Modena – dichiara Ghelfi Riad, Segretario Regionale di Patto per il Nord Emilia – deve far riflettere tutta l’Emilia-Romagna. Non possiamo continuare a raccontarci che il problema della sicurezza sia soltanto una percezione o che basti aumentare periodicamente i controlli per risolverlo.”

“Quando un territorio deve ricorrere continuamente a zone a vigilanza rafforzata, significa che qualcosa nelle politiche precedenti non ha funzionato. E dobbiamo avere il coraggio di dirlo: le politiche migratorie degli ultimi anni sono state troppo spesso gestite senza una vera strategia, lasciando ai Comuni e alle comunità locali il compito di affrontarne le conseguenze.”

“Non facciamo di tutta l’erba un fascio e non confondiamo immigrazione e criminalità – sottolinea Riad – ma allo stesso tempo non possiamo avere paura di guardare i numeri quando questi evidenziano criticità. Se su 157 provvedimenti di allontanamento ben 124 riguardano cittadini stranieri, il dato merita una discussione politica seria, senza ideologismi e senza tabù.”

“Per noi – conclude Riad – sicurezza e autonomia sono due facce della stessa medaglia. Chi vive quotidianamente i problemi di un territorio deve avere più strumenti per affrontarli. Non è accettabile che le decisioni vengano prese a Roma e che poi siano i Comuni, le forze dell’ordine e i cittadini a dover gestire le conseguenze.”

“Il nostro messaggio è semplice: regole chiare, controlli effettivi, integrazione per chi vuole rispettare le regole e tolleranza zero verso chi delinque. E soprattutto maggiore responsabilità dei territori. L’Emilia deve poter decidere di più sulle politiche che incidono direttamente sulla sicurezza e sulla qualità della vita delle proprie comunità.”

Patto per il Nord chiede quindi:

– il mantenimento e il rafforzamento dei controlli nelle aree maggiormente interessate da spaccio, violenza e degrado;
– un monitoraggio pubblico e periodico dei risultati delle zone a vigilanza rafforzata;
– maggiore attenzione alla recidiva e a chi commette ripetutamente reati;
– un sistema di immigrazione fondato su regole chiare, controllo del territorio e reale integrazione;
– procedure più rapide ed efficaci per l’allontanamento di chi non ha titolo a rimanere o rappresenta, nei casi previsti dalla legge, un pericolo per la sicurezza pubblica;
– maggiore autonomia e responsabilità dei territori nella gestione delle politiche di sicurezza e integrazione.

“Modena – conclude Bellei – ha bisogno di sicurezza, non di slogan. I cittadini devono poter vivere, lavorare e frequentare il centro della propria città senza paura. Bene i controlli, quindi, ma adesso occorre una strategia che non si limiti a intervenire sull’emergenza: bisogna correggere anche le politiche che negli anni hanno contribuito a creare queste situazioni.”

Stefano Bellei
Responsabile Patto per il Nord Modena città

Ghelfi Riad
Segretario Regionale Patto per il Nord Emilia