Ghelfi: «Non basta contare i furti dopo che sono avvenuti. Servono strumenti per prevenire i danni a famiglie, agricoltori e imprese»

I dati sui furti di veicoli in provincia di Modena riportano ancora una volta il tema della sicurezza al centro dell’attenzione. Nell’arco di un anno sono stati 550 i veicoli rubati nel territorio modenese, tra automobili, motocicli e ciclomotori.

Un fenomeno che non riguarda soltanto la sicurezza delle persone, ma rappresenta anche un danno economico diretto per famiglie e attività produttive.

«Quando viene rubata un’automobile a una famiglia c’è un danno economico e personale importante – dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia – ma quando viene rubato un mezzo di lavoro, come un furgone, un autocarro o un trattore, il problema può diventare ancora più grave: un’impresa può trovarsi improvvisamente senza lo strumento con cui produce il proprio reddito».

Il problema è stato particolarmente evidente anche nel settore agricolo. Nel luglio 2025, a San Prospero, quattro trattori sono stati sottratti a un’azienda agricola modenese, per un valore complessivo stimato in circa 250 mila euro.

E non si tratta di episodi isolati: alla fine del 2025 un’indagine dei Carabinieri di Modena ha portato alla scoperta di una banda ritenuta responsabile del furto di 28 trattori e 17 tra auto e furgoni, per una refurtiva complessiva stimata in circa 2,5 milioni di euro.

«Abbiamo già visto quanto possano essere organizzate queste bande e quanto sia enorme il danno per le aziende – prosegue Ghelfi –. Per questo non dobbiamo limitarci a chiedere più controlli dopo che il furto è avvenuto. Dobbiamo investire anche nella prevenzione».

La Regione ha già utilizzato questo strumento. 

Secondo Patto per il Nord Emilia, una strada concreta esiste già e la Regione Emilia-Romagna l’ha già sperimentata.

Nel 2022, infatti, un programma regionale rivolto alle aziende agricole prevedeva tra le spese ammissibili anche l’acquisto e l’installazione di localizzatori GPS per macchine e attrezzature, insieme ad altri sistemi antifurto e antintrusione.

«Se la Regione ha già riconosciuto l’utilità del GPS per proteggere i mezzi agricoli – sottolinea Ghelfi – perché non fare un passo ulteriore? Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di predisporre un nuovo bando per cofinanziare sistemi di localizzazione GPS e dispositivi antifurto sui mezzi di lavoro delle imprese, dando priorità alle categorie maggiormente esposte e ai mezzi di maggiore valore».

La proposta potrebbe riguardare, oltre ai trattori e alle macchine agricole, anche furgoni, autocarri e altri veicoli professionali utilizzati quotidianamente da artigiani, commercianti, imprese di servizi e aziende produttive.

«Non chiediamo alla Regione di sostituirsi alle forze dell’ordine – conclude Ghelfi –. Chiediamo di aiutare chi lavora a proteggere i propri strumenti di lavoro. Un GPS non impedisce materialmente a un ladro di portare via un mezzo, ma può permetterne la localizzazione, facilitare il recupero e soprattutto aumentare il rischio per chi commette il furto».

Per Patto per il Nord Emilia la sicurezza deve quindi essere considerata anche sicurezza economica e tutela della capacità produttiva del territorio.

«Un trattore, un furgone o un autocarro non sono semplicemente veicoli: per molte aziende sono strumenti indispensabili per lavorare. Perdere un mezzo significa spesso fermare un’attività, sostenere costi imprevisti e mettere in difficoltà il reddito di una famiglia. La Regione deve aiutare concretamente chi produce e chi lavora sul nostro territorio».

Patto per il Nord Emilia chiede quindi alla Regione Emilia-Romagna di valutare l’apertura di un bando regionale per il cofinanziamento di sistemi GPS e antifurto sui mezzi aziendali, estendendo alle imprese e alle categorie professionali una misura di prevenzione già sperimentata nel settore agricolo.

Riad Ghelfi
Segretario regionale Patto per il Nord Emilia