
“Da persona colpita al cuore da un gesto tragico e folle, a bersaglio di critiche ingiuste: è arrivato il momento di fare chiarezza, diverse questioni meritano una corretta puntualizzazione”. A parlare è Giovanni Esposito, fratello di Monica, la
55 enne morta nei giorni scorsi a causa delle ferite riportata il 16 maggio durante la violenta scorribanda di Salim El Koudri nel centro di Modena. Il nostro interlocutore vuole replicare in maniera dettagliata e precisa ai duri attacchi nei suoi confronti, partendo da quanto accaduto mercoledì sera nel centro di Modena:” Sono stato accusato di propaganda politica, di strumentalizzare il dolore – sottolinea – Tutto questo non è vero, il presidio del 29 luglio si è svolto senza incidenti e aveva come scopo quello di difendere e proteggere la libertà; la sicurezza va garantita sempre e comunque, non ha colore o sigle, dispiace certe frasi siano state estrapolate e confezionate ad hoc, per denigrare la mia immagine. Non ho assolutamente spintonato o cercato di silenziare Luca Signorelli, il cittadino che con coraggio e senso civico insieme ad altri ha placcato l’attentatore – continua- Sono stato io a dare a lui il diritto di intervenire, le sue parole di apertura agli stranieri, nonostante la tragedia, hanno generato forti reazioni tra i presenti alla serata: ho cercato di riportare la calma e mi si imputano gesti o cose dette non rispondenti a verità: attraverso una cronaca surreale e fantasiosa si vogliono addossare al sottoscritto colpe, ciò è assurdo: i video in circolazione raccontano l’esatta dinamica di quanto avvenuto”. Su un altro punto, Giovanni chiarisce” Addirittura si è arrivati a contestare il presidio di mercoledì – sullo stesso, precisa- Serata organizzata a titolo personale, ognuno ha il suo modo intimo di manifestare il dolore: non dovevo prendere accordi con la famiglia di Angelo Ciccarelli, marito di Monica, perché il ritrovo è nato da una mia iniziativa, così è stato, ma questo è bastato per avanzare illazioni e supposizioni di una ” fiaccolata” non concordata tra le due famiglie in questione: questo per screditare quanto da me intrapreso – aggiunge -Nessuna incomprensione tra le parti, le notizie inerenti uno scarso feeling sono false e tendenziose -specifica- Ho cominciato il mio intervento con una dedica, piena di speranza, rivolta a mio cognato”. Avrebbe dovuto svolgersi una fiaccolata, ma così non è stato, il fratello amorevole spiega:” Al momento di richiedere l’autorizzazione, la Prefettura ci ha spiegato che una fiaccolata avrebbe comportato l’impiego massiccio di uomini e mezzi di soccorso pertanto abbiamo deciso un ritrovo fisso con la luce del telefono a palesare la nostra presenza: tutto qui, nessun cambio di strategia: si è fatta un’insensata caccia alle streghe, ma la realtà è questa”, Una replica, diretta e precisa, per avere giustizia bisogna partire dalla verità: non si possono raccontare accadimenti in maniera miope e faziosa; quanto riferito da Luca Signorelli, che, rifiutando di etichettare l’accaduto come attentato, ha parlato di tragico evento ha acceso gli animi: una persona è morta, ma non si sono avuti incidenti o scontri come accaduto a Bologna, nel capoluogo emiliano sono accadute cose realmente gravissime, a Modena tanto rumore per nulla e critiche senza soluzione di continuità. Così è se vi pare; vietato confondere lo strazio lacerante con la devastazione scriteriata













