SANITÀ EMILIA-ROMAGNA: PAZIENTE DISABILE RESPINTO DA DUE OSPEDALI CONVENZIONATI.
PATTO PER IL NORD: “DE PASCALE SPIEGHI AI CITTADINI COSA NON FUNZIONA”
 
Patto per il Nord Emilia interviene con fermezza su una vicenda che solleva interrogativi gravi sul funzionamento del sistema sanitario regionale e sulla reale accessibilità delle strutture sanitarie per i cittadini con disabilità.
Secondo quanto denunciato pubblicamente da una madre dell’Emilia-Romagna, il figlio, uomo di 48 anni affetto da grave disabilità motoria, non avrebbe potuto effettuare un semplice esame diagnostico presso due strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale: l’ospedale San Pier Damiano di Faenza e Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola.
In entrambi i casi l’esame non sarebbe stato eseguito per lo stesso motivo: l’assenza di attrezzature adeguate per sollevare e assistere pazienti non autosufficienti.
«Se quanto denunciato corrisponde al vero – dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia – siamo di fronte a un fatto gravissimo. Nel 2026 non è tollerabile che una persona con disabilità non riesca ad accedere a un esame sanitario perché una struttura non è attrezzata».
«Ancora più grave – attacca Francesco Grandi segretario provinciale di Patto per il Nord Bologna – è che si tratti di strutture accreditate e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Quando si lavora con risorse pubbliche e con i cittadini che pagano le tasse, non possono esistere pazienti di serie A e pazienti di serie B.»
Patto per il Nord Emilia chiede quindi alla Regione Emilia-Romagna di verificare immediatamente quanto accaduto e di chiarire se le strutture convenzionate rispettino davvero gli standard di accessibilità e assistenza per i pazienti con disabilità.
«La domanda che poniamo pubblicamente al Presidente della Regione, De Pascale, è semplice:
come è possibile che nel sistema sanitario dell’Emilia-Romagna, spesso descritto come modello nazionale, un cittadino con grave disabilità non riesca a fare un esame diagnostico perché mancano le attrezzature necessarie?»
Patto per il Nord Emilia chiede inoltre un intervento energico del Garante Nazionale per la Disabilità, affinché venga verificato se quanto accaduto rappresenti una violazione dei diritti delle persone con disabilità nell’accesso alle cure e ai servizi sanitari.
«Se questo è il livello di accessibilità garantito ai cittadini più fragili – conclude Ghelfi – significa che qualcuno, a livello politico e amministrativo, deve assumersi delle responsabilità.» Patto per il Nord Emilia seguirà la vicenda e chiede alle istituzioni risposte chiare e tempestive, perché il diritto alla salute deve valere per tutti, senza eccezioni