Le recenti dichiarazioni dell’europarlamentare ed ex presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sul bilancio UE 2028-2034 e sulla riforma della Politica Agricola Comune riportano al centro il tema del futuro dell’agricoltura europea.
Per Patto per il Nord Emilia, tuttavia, esiste una priorità politica che viene prima di tutto: fermare accordi commerciali che penalizzano i nostri produttori.
Stop al Mercosur: difendere il nostro modello agricolo
L’accordo con il Mercosur rischia di immettere sul mercato europeo prodotti ottenuti con standard ambientali, sanitari e sociali inferiori rispetto a quelli imposti alle nostre aziende.
«Non possiamo chiedere più fondi per l’agricoltura – dichiara Ghelfi Riad segretario regionale Patto per il Nord Emilia– e contemporaneamente accettare una concorrenza sleale che mette in difficoltà chi produce qualità rispettando regole più stringenti. La priorità è difendere il nostro sistema produttivo».
Senza tutela del mercato interno, ogni aumento della PAC rischia di essere inefficace.
No ai tagli alla PAC, sì a risorse adeguate
Patto per il Nord Emilia respinge l’ipotesi di un taglio del 20% alla PAC.
Le risorse devono essere adeguate all’inflazione e all’aumento dei costi produttivi, ma devono anche essere assegnate con criteri chiari:
Sostegno concreto a chi lavora e produce realmente.
Incentivi forti al ricambio generazionale e ai giovani agricoltori.
Investimenti su innovazione, gestione dell’acqua e sicurezza idrica.
Strumenti europei di protezione contro le crisi di mercato.
Autonomia gestionale: più competenze ai territori che funzionano
Per Patto per il Nord Emilia la questione centrale è anche istituzionale.
Le Regioni più produttive e organizzate devono avere maggiore autonomia gestionale nella programmazione e nell’utilizzo dei fondi agricoli.
«Chi dimostra capacità amministrativa ed efficienza – interviene Paolo Bertazzo responsabile consulta agricoltura Patto per il Nord Emilia – deve poter programmare in modo più rapido e mirato gli interventi sul proprio territorio. Meno centralismo burocratico, più responsabilità locale.»
Un’agricoltura forte richiede governance vicina al territorio, capace di ascoltare imprese e filiere.
Redditività e mercato: riequilibrare i rapporti con la grande distribuzione
Il nodo vero resta la redditività.
Senza prezzi equi e senza regole che limitino la compressione dei margini imposta dalla grande distribuzione organizzata, il lavoro agricolo continuerà a perdere attrattività.
Rendere l’agricoltura un settore competitivo significa garantire:
valorizzazione della qualità,
tutela del reddito,
condizioni di mercato più eque.
Una scelta strategica per il futuro del Nord
L’agricoltura non è un comparto residuale: è sicurezza alimentare, presidio del territorio, identità economica e motore produttivo del Nord.
La linea di Patto per il Nord Emilia è chiara:
Stop al Mercosur.
No ai tagli alla PAC.
Difesa del reddito agricolo.
Autonomia gestionale per i territori virtuosi.
Perché senza agricoltura forte non esiste autonomia economica, né futuro per il Nord.