Il caro-spesa è una realtà che non lascia scampo alle famiglie emiliane: anche nei primi mesi del 2026 continuano ad aumentare i costi degli alimentari e delle bollette, con effetti tangibili sui bilanci domestici. Nel Comune di Modena, ad esempio, l’indice del carrello della spesa — la misura di ciò che le famiglie acquistano ogni settimana — ha segnato un aumento dello 0,6% a gennaio, nonostante il dato complessivo dell’inflazione sia rimasto invariato rispetto a dicembre.
Allo stesso tempo, i dati ufficiali dell’ISTAT confermano che i prezzi dei beni alimentari continuano a salire su base annua, con il settore alimentare che registra incrementi significativi sia nei prodotti non lavorati (+2,5%) sia in quelli lavorati (+1,9%).
Questi numeri raccontano una storia chiara: pur in un quadro macroeconomico dove l’inflazione complessiva resta contenuta, i costi dei prodotti essenziali — quelli che ogni famiglia acquista quotidianamente — continuano a gravare sempre di più sulle spalle di chi vive e lavora nel nostro territorio.
Non è più accettabile che l’Europa, lo Stato e la Regione Emilia-Romagna guardino passivamente mentre la Grande Distribuzione continua ad imporre prezzi alti, anche quando i costi reali sono diminuiti. Il modello di mercato attuale ha dimostrato i suoi limiti: non tutela né i consumatori né i produttori locali, e rende sempre più difficile mantenere un tenore di vita dignitoso.
Per questo Patto per il Nord Emilia chiede interventi concreti e immediati. È necessario che almeno la Regione prenda in mano la situazione, assumendo la responsabilità di monitorare e regolare i prezzi nella Grande Distribuzione e introducendo strumenti di controllo sui margini applicati lungo la filiera alimentare. Non è più accettabile che il potere d’acquisto delle famiglie sia determinato da logiche di mercato incontrollate e lontane dai bisogni reali delle comunità.Parallelamente, proponiamo la creazione di un Centro del Prodotto Locale, un luogo dove agricoltori, allevatori e commercianti del territorio possano vendere direttamente ai cittadini a prezzi giusti e calmierati, senza passaggi intermediari e ricarichi ingiustificati. Un modello simile valorizzerebbe i prodotti emiliani, sosterebbe l’economia locale e darebbe alle famiglie la possibilità di accedere a beni di qualità senza essere schiacciate da costi insostenibili.
“Il carrello della spesa continua a salire, e con esso il peso sulle famiglie emiliane. È una situazione insostenibile — dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale del Patto per il Nord Emilia —. Europa, Stato e Regione devono smettere di voltarsi dall’altra parte. Serve un controllo reale dei prezzi, una gestione regionale della Grande Distribuzione e strumenti che rimettano al centro chi produce e chi compra. Non possiamo lasciare le famiglie in balia di un sistema che aumenta i prezzi anche quando i costi scendono.”Questa situazione rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata per i nuclei familiari. Patto per il Nord Emilia invita dunque le istituzioni a intervenire subito, per difendere il potere d’acquisto e promuovere un sistema alimentare più equo, trasparente e vicino alle esigenze del territorio.













