Patto per il Nord Emilia interviene sulla situazione della sanità regionale partendo dalla recente denuncia dei medici specializzandi modenesi, che hanno reso pubbliche condizioni di lavoro non più sostenibili, con turni e carichi orari ben oltre i limiti previsti dalle normative vigenti.
Una denuncia che, secondo Ghelfi Riad, segretario regionale Patto per il Nord Emilia, rappresenta il segnale evidente di una crisi più ampia e strutturale del sistema sanitario regionale: «Quando giovani medici in formazione sono costretti a lavorare oltre 48 ore settimanali, arrivando a superare le 250 ore mensili, non siamo davanti a singoli episodi, ma a un sistema che va avanti spremendo il personale invece di essere riorganizzato in modo serio. Questo non è accettabile, né per chi lavora né per i cittadini che si affidano al servizio sanitario pubblico».Patto per il Nord Emilia sottolinea come la situazione degli specializzandi non sia un caso isolato, ma si inserisca in un quadro generale di sofferenza della sanità in Emilia-Romagna, che riguarda anche la cronica carenza di medici di base. In molte zone della regione, soprattutto nei territori periferici e montani, l’accesso al medico di famiglia è sempre più difficile, con ricadute dirette sulla prevenzione e sull’assistenza quotidiana.
«Da una parte abbiamo giovani medici sottoposti a turni sfiancanti negli ospedali, dall’altra cittadini che non riescono ad avere un medico di base. È evidente che il sistema è sotto pressione e che la gestione attuale non sta funzionando», prosegue Ghelfi Riad.
Patto per il Nord Emilia chiede quindi un cambio di passo netto alla Regione Emilia-Romagna, invitando ad affrontare la situazione con maggiore realismo e responsabilità politica. «Per anni si è raccontata un’immagine di sanità regionale sempre efficiente. Oggi i segnali di crisi sono sotto gli occhi di tutti e continuare a negarli significa solo peggiorare il problema».
Allo stesso tempo, viene chiamato in causa anche il Governo italiano, perché il finanziamento della sanità pubblica non può ricadere esclusivamente sulle Regioni. «Senza un adeguato sostegno economico da parte dello Stato, nessun sistema sanitario regionale può reggere nel lungo periodo. La sanità è un diritto fondamentale e va finanziata in modo serio e stabile».
In questo contesto, Patto per il Nord Emilia ribadisce la necessità di riaprire con decisione il tema del federalismo fiscale, come strumento per permettere ai territori di trattenere più risorse e investirle direttamente nei servizi essenziali, a partire dalla sanità. «Più risorse sui territori aiuterebbero sicuramente, ma va detto con chiarezza: il federalismo non risolve tutto da solo. Servono anche competenza, buona gestione e responsabilità politica. Senza queste condizioni, nessun modello può funzionare davvero», conclude Ghelfi Riad.
Patto per il Nord Emilia continuerà a vigilare sulla situazione della sanità regionale, a denunciare le criticità e a portare proposte concrete, nell’interesse dei cittadini, dei pazienti e di tutti gli operatori sanitari che ogni giorno tengono in piedi il servizio pubblico













