«La situazione delle carceri italiane — e in particolare della nostra regione — è ormai drammatica», dichiara Ghelfi Riad, segretario provinciale di Patto per il Nord Modena. «Secondo un recente rapporto, nella regione Emilia-Romagna la capienza degli istituti penitenziari è stata ampiamente superata: il tasso medio di sovraffollamento arriva al 128%, mentre nelle carceri modenesi la situazione è ancora più grave — con un’occupazione pari al 153% rispetto ai posti disponibili».
«Significa che decine, centinaia di persone vivono condizioni indegne: in molti casi con patologie croniche, disturbi psichici o problemi di salute aggravati da celle sovraffollate e strutture sotto organico sanitario e di sorveglianza».
Patto per il Nord Modena ritiene che questi numeri non siano più tollerabili. Serve un vero piano strutturale che preveda:
Incremento del numero delle carceri disponibili;
Responsabilità diretta dei giudici: chi commette errori gravi deve risponderne personalmente, anche economicamente;
Digitalizzazione dei processi e potenziamento del processo telematico, per ridurre l’arretrato e velocizzare i procedimenti;
Mediazione e conciliazione, come metodi alternativi a un ricorso massiccio alla detenzione;
Soluzioni regionali concrete ai problemi della giustizia civile e amministrativa, in linea con il nostro progetto di federalismo giudiziario;
Elezione diretta dei magistrati ogni 5 anni, per ripristinare trasparenza, responsabilità e legittimazione democratica della magistratura.
«Chi fa finta di non vedere — o giustifica l’inefficienza del sistema, la malvagità dei potenti o il degrado delle carceri — porta la stessa responsabilità di chi quella malvagità la esercita», conclude Riad. «Patto per il Nord Modena sarà sempre a fianco di una giustizia giusta, veloce e indipendente, ispirata ai valori di legalità e dignità».
Il nostro appello è chiaro: le istituzioni devono agire subito. Non servono slogan, ma fatti concreti













