Sanità in Appennino: non bastano potenziamenti stagionali. Servono servizi garantiti tutto l’anno.
 
Negli ultimi mesi l’Appennino modenese ha subito una drastica riduzione dei servizi di emergenza territoriale, con la soppressione dell’automedica dedicata all’Alto Frignano e la presenza di un unico medico del 118 basato a Pavullo. Una scelta che ha lasciato scoperto un territorio vastissimo – quasi 700 chilometri quadrati – dove oggi gli interventi vengono spesso gestiti dal solo personale infermieristico, mentre l’elicottero, specialmente in condizioni di neve, nebbia o vento, non può garantire alcuna certezza di arrivo.
Nonostante le rassicurazioni informali e le “voci di corridoio” su un possibile potenziamento dei servizi limitato ai periodi turistici estivi e invernali, resta evidente che un sistema sanitario moderno non può funzionare a intermittenza, né può basare la sicurezza dei cittadini sul calendario delle vacanze.
“Non possiamo accettare l’idea che in montagna i servizi salvavita dipendano dalle stagioni. Le emergenze non vanno in ferie e la salute non può essere garantita a settimane alterne. Qui non è in gioco solo la sicurezza dei turisti, ma la dignità e la tutela quotidiana dei residenti dell’Alto Frignano”, dichiara Riad Ghelfi, segretario provinciale di Patto per il Nord Modena.
Negli ultimi mesi non sono mancati episodi critici, come il decesso avvenuto a Fanano, dove il medico è arrivato dopo oltre mezz’ora. Nessuno può dire come sarebbe andata con un’automedica presente sul territorio, ma una cosa è certa: tempi di intervento più rapidi aumentano le probabilità di salvare una vita. Patto per il Nord Modena chiede all’Ausl e alla Regione Emilia-Romagna di superare la logica dei “pannicelli caldi” e degli aggiustamenti stagionali, ristabilendo un modello di emergenza territoriale stabile, omogeneo e conforme a quanto previsto a livello nazionale.
“È inaccettabile che Modena rappresenti ancora una volta un’eccezione negativa nell’organizzazione dei servizi essenziali. L’Appennino non è un territorio di serie B. Chiediamo una soluzione immediata e strutturale, che riporti un’automedica fissa in Alto Frignano e garantisca tempi di risposta adeguati, per non rivivere tragedie evitabili”, dichiara Livio Degliesposti.
Patto per il Nord Modena continuerà a monitorare la situazione e a sostenere il lavoro del Comitato “Salviamo la Salute in Montagna”, condividendo pienamente l’urgenza di ottenere risposte chiare e decisioni non più rinviabili