Il recente dibattito, evidenziato dal Sindaco di Modena Mezzetti, sui tagli alle risorse dei comuni conferma ancora una volta l’urgenza di un reale federalismo fiscale. I sindaci oggi sono costretti a “piangere” per ottenere fondi da Roma, dipendendo da trasferimenti che spesso non coprono nemmeno i bisogni minimi dei cittadini.
Come da sempre sostiene Patto per il Nord Modena, se le tasse, a partire dall’IMU, restassero realmente sul territorio, i comuni non avrebbero bisogno di elemosinare risorse, ma avrebbero la possibilità concreta di programmare servizi, sostenere il turismo, sviluppare progetti locali e dimostrare il vero valore della propria amministrazione.
In questo momento, invece, la scarsità di fondi spesso costringe a scaricare le responsabilità sul governo centrale, mascherando talvolta i difetti dell’amministrazione locale. Con risorse certe sul territorio, i cittadini potrebbero valutare direttamente le capacità dei propri amministratori e la qualità delle scelte politiche locali.
Ghelfi Riad, segretario provinciale di Patto per il Nord Modena, dichiara:“Il problema non è la volontà dei sindaci o la loro competenza, ma la gestione centralizzata delle risorse. È necessario che le entrate restino dove vengono raccolte: solo così si potrà davvero vedere quanto valgono i sindaci e quanto i comuni possono fare per i cittadini”.
Aggiunge Ori Daniele, responsabile organizzativo di Patto per il Nord Emilia:
“Quando i soldi restano sul territorio, non solo i comuni possono investire in servizi e infrastrutture, ma si valorizza davvero il ruolo dell’amministratore locale. È una questione di autonomia, responsabilità e trasparenza verso i cittadini”.
Patto per il Nord Modena ribadisce con forza la necessità di strumenti concreti che garantiscano autonomia finanziaria ai comuni, affinché possano operare liberamente e responsabilmente, senza dover dipendere da decisioni centralizzate che spesso arrivano troppo tardi o non coprono le esigenze reali del territorio.













