“In assenza di un’intesa tra comunità islamiche e lo Stato italiano, ogni luogo adibito a moschea è da considerarsi irregolare: in assenza di regole precise, non si sa cosa venga predicato all’interno – sottolinea – Anche le scuole islamiche sono pericolosissime, perché ne emerge un quadretto di sottomissione; l’Islam è  espressione di governo e di comando. non possiamo accettare vengano calpestati alcuni diritti e non rispettate alcune norme”. Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, in visita a Sassuolo per ribadire il NO ALLA MOSCHEA,  chiarisce un’altra questione :” Partiamo dal presupposto la libertà di culto sia  fondamentale, mi preme sottolineare che l’ideologia coranica sia sconvolgente, non è religione bensì fanatismo capace di opprimere, è controllo di matrice  politica; finché non staranno dentro un quadro normativo di rispetto per la donna e per coloro che non siano islamici, impossibile qualunque accordo; anche portare in questo luogo, ferito da anni di buonismo, aule per impartire valori e principi islamici costituisce un errore, perché si creano i soldati di domani pronti a combattere contro gli infedeli”. Su un punto, l’onorevole chiarisce:” Attraverso una parvenza di funzione educativa, si è aperto un percorso per arrivare ad insediare un centro di preghiera -rivolge, un appello al sindaco -Per il bene della comunità sassolese, deve ascoltare le richieste di tanti che non vogliono la moschea, perché non esiste integrazione con gli islamici, loro vogliono sostituirsi a noi; invito il primo cittadino ad effettuare controlli e monitorare lo stabile di via Atene al civico numero 6 perché risulta sia presente un luogo di culto palesemente abusivo. Non può imporre alla cittadinanza una moschea, corpo estraneo al rione e alla città; non può violentare ulteriormente i cittadini e non  crediamo gli islamici vogliano trasferirsi da via Cavour a qui: occupare e comandare è nel loro dna, quindi sono storie belle e buone a cui diciamo no. Abbiamo un corpo di leggi, di natura nazionale a cui attenerci – conclude – Sassuolo, caro sindaco è in Italia; hai già permesso aule islamiche , creando tensioni e spaccature, cerca di evitare azioni perbeniste che in futuro si potrebbero rivelare una condanna senza appello per i sassolesi”. Già raccolte oltre 5.000 firme per dire NO ALLA MOSCHEA, LE SOTTOSCRIZIONI CONTINUERANNO FINO AL 21 NOVEMBRE COMPRESO. Braida non ci sta, colpita in passato e ferita, alza il muro