Taglio del nastro questa mattina per il Centro Polifunzionale islamico presso il direzionale I Quadrati. Diverse decine le persone presenti, a fare gli onori di casa l’imam di via Cavour Youssef Mezaien, il presidente dell’associazione islamica Abdelhamid Abouabid e la direttrice Khaoula Ghannam. A titolo esclusivamente personale, sono intervenuti: Filippo Simeone, presidente del Consiglio comunale, presenti anche gli assessori comunali Andrea Baccarani e David Zilioli, oltre a Marco Biagini, primo cittadino fioranese. La giornata si è svolta regolarmente, senza creare grossi problemi di viabilità , all’insegna di un’affluenza vasta ma ordinata; per il momento scongiurate le criticità da tanti temute, senso civico ed educazione hanno prevalso. Bisogna valutare i locali sede del Centro Polifunzionale per quello che sono, almeno sulla carta, ovvero luoghi importanti per nozioni pedagogiche e scolastiche : su questo punto urgono precisazioni. Attraverso un giro perlustrativo è stata possibile capire la dislocazione degli spazi: un’ala della struttura è stata suddivisa in 15 aule per l’insegnamento didattico, con un’area giochi di piccole dimensioni, mentre la parte del complesso che si snoda verso l’uscita del direzionale per ora è inagibile ed è quella in cui dovrebbe sorgere la tanto discussa moschea.
Ci parla della futura progettazione, Osama Qasim, uno dei responsabili della Comunità Islamica di Sassuolo, il quale afferma:” Bisognerà fare dei lavori per rendere fruibile questa zona – precisa -Nessuna mega moschea, semplicemente la volontà è quella di trasferire il centro di culto di via Cavour in un luogo più accogliente e dignitoso per i fedeli: un aspetto è fondamentale e riguarda il rispetto delle dimensioni della sede religiosa di via Cavour, là abbiamo a disposizione 400 mq e altrettanti saranno qui”. Una cosa va detta: non erano presenti le centinaia di persone intervenute durante l’incontro con l’Amministrazione nella palestra parrocchiale di Braida, questo ha evitato polemiche e toni accesi.
Il nostro interlocutore, chiarisce:” Posso capire paure e diffidenze legate al passato difficile del quartiere, ma i primi a non volere i disordini di un tempo a Braida siamo noi – sottolinea – Nostro desiderio è agire con la massima trasparenza, ripeto che parlare di un insediamento religioso qui è prematuro e le limitazioni sono da ricordare – in questo senso, esterna con forza un pensiero- Si è parlato di probabili adunanze straordinarie per numero di partecipanti, invito a non gettare benzina sul fuoco e ricordo che esistono luoghi di preghiera grandi ed ospitali a Spezzano, Maranello e svariati a Modena; pertanto nessuno ha intenzione di creare un grosso centro di culto a Sassuolo, questo permetterebbe di gestire meglio i frequentatori”. La ferita per gli anni dolorosi in cui il rione pagò a caro prezzo politiche immigratorie sbagliate non si è mai rimarginata, il ricordo di Braida ostaggio di balordi e spacciatori fa male; serviranno incontri tra le diverse parti in causa in un clima sereno, aperto al dialogo ed al confronto, da evitare l’atmosfera da corrida, per cercare di ricucire lo strappo che comprensibilmente c’è. Ognuno difende le proprie ragioni, ci mancherebbe, ma un punto di partenza pare inequivocabile: il progetto di un luogo di culto islamico prevede il trasferimento della sede di via Cavour, nessun nuovo insediamento, così dicono; rimane il quesito del perché a Braida, non è un dettaglio ma il nodo cruciale della questione. Rimane il rebus della mancata intesa tra Stato italiano e religione islamica: a questo punto, il quesito sarebbe trasferimento si oppure no? Ahimè, il dilemma Braida resterebbe













