La notizia dell’indagine che coinvolge un medico e professore universitario del Policlinico di Modena, accusato di aver incassato privatamente oltre 360.000 euro per visite non registrate, è l’ennesima conferma del profondo malessere della sanità emiliano-romagnola.
Parliamo di una sanità in pieno deficit, dove i ticket aumentano, le liste d’attesa si allungano e i cittadini sono costretti a rivolgersi al privato per avere cure tempestive. Eppure, nonostante i sacrifici chiesti ai cittadini, continuano a emergere episodi di sprechi, mala gestione e privilegi.
“È inaccettabile che chi lavora nel pubblico possa approfittare della posizione per guadagni personali. Serve trasparenza e rispetto delle regole, perché ogni euro sottratto alla sanità pubblica è tolto ai pazienti”, commenta Ghelfi Riad, responsabile provinciale del Patto per il Nord Modena.
L’Emilia-Romagna – e Modena in particolare – vive una situazione paradossale:
Migliaia di ticket non riscossi,
Spese fuori controllo per consulenze e direzioni,
Troppi dirigenti e pochi operatori reali negli ospedali e nei pronto soccorso.
In aggiunta, emerge un problema strutturale: spesso lo stesso medico risulta inaccessibile nel pubblico, con tempi di attesa che arrivano anche a due anni, mentre nel privato è disponibile in pochi giorni.
Questo crea una situazione ingiusta e poco trasparente, che alimenta sfiducia nei cittadini e danneggia l’ospedale pubblico.
Per questo motivo il Patto per il Nord ritiene urgente separare nettamente l’attività pubblica da quella privata, garantendo che chi opera nel pubblico sia onesto, trasparente e rispettoso dei protocolli, e che chi opera nel privato lo faccia solo in quell’ambito, senza interferire con le priorità del servizio sanitario pubblico.
“È evidente che occorre riorganizzare la sanità modenese, distinguendo chi lavora nel pubblico e chi nel privato. Solo così si potrà recuperare fiducia e efficienza nel sistema”, afferma Ori Daniele, responsabile organizzativo del Patto per il Nord Emilia.
Il Patto per il Nord di Modena chiede chiarezza, controlli e responsabilità:
che si accertino tutte le responsabilità,
che l’Azienda sanitaria e la Regione spieghino come sia possibile che simili condotte passino inosservate per anni,
e che si metta mano a una riforma della gestione sanitaria, oggi troppo burocratizzata e poco vicina ai cittadini.
La sanità non può essere terreno di privilegi o di silenzi.
Ogni euro sottratto agli ospedali è un euro tolto ai pazienti, ai malati e alle famiglie.
Serve una svolta vera, fatta di trasparenza, meritocrazia e rispetto dei contribuenti, con regole chiare per distinguere chi opera nel pubblico e chi nel privato.