La Regione Emilia-Romagna sta affrontando una crisi crescente nel settore sanitario, con una preoccupante carenza di medici e infermieri. Il fenomeno riguarda sia il territorio modenese sia le altre province della regione, dove si registra un calo di candidati ai corsi di laurea in infermieristica e medicina, a fronte di pensionamenti numerosi e di un insufficiente ricambio generazionale.
«Purtroppo qui, nella regione Emilia-Romagna, non si è in grado di gestire la sanità a livello regionale e provinciale – dichiara Ghelfi Riad, coordinatore provinciale di Patto per il Nord Modena – Da eccellenza che eravamo, stiamo scendendo sempre di più nella graduatoria nazionale, perché chi governa guarda solo al presente e non al futuro. Molti medici e infermieri sono andati in pensione e non c’è stato ricambio. Inoltre, il lavoro degli infermieri è spesso sottovalutato, non adeguatamente incentivato e poco riconosciuto, mentre invece è fondamentale per la salute della popolazione».
Daniele Ori, responsabile organizzativo di Patto per il Nord Emilia, aggiunge: «Serve un cambio di prospettiva: bisogna valorizzare chi intraprende queste professioni, con giusti stipendi, incentivi e opportunità formative. La formazione a numero chiuso non può continuare se sappiamo che molti professionisti andranno in pensione senza che vi sia un adeguato ricambio generazionale. Solo così si potrà garantire un servizio sanitario efficiente, presente sul territorio e vicino ai cittadini».
Il Patto per il Nord Modena ed Emilia invitano le istituzioni a pianificare interventi concreti, per rendere attrattiva la professione sanitaria e assicurare continuità e qualità dei servizi. È necessario valorizzare medici e infermieri, garantendo loro dignità professionale e economica, perché solo così si potrà rispondere ai bisogni reali dei cittadini e prevenire il peggioramento della situazione sanitaria regionale.













