

«La Giunta Bonaccini contraddice se stessa, andando contro alla risoluzione presentata a suo tempo, che poneva uno stop alle trivellazioni. Non staremo a guardare, mentre le trivelle si rimetteranno in azione su di un territorio martoriato dal terremoto.» Promettono battaglia, tra i banchi dell’Assemblea legislativa, il capogruppo della Lega Nord, Alan Fabbri, ed i consiglieri Stefano Bargi e Daniele Marchetti, anche a nome degli altri componenti del gruppo Ln. «Ora conosciamo i motivi per cui l’Emilia-Romagna non si è allineata alle Regioni che hanno deciso di impugnare gli articoli 38 e 39 del decreto “Sblocca Italia” che, di fatto, desautora le istituzioni regionali dal concedere le autorizzazioni a nuove trivellazioni: la Regione è consenziente a farle riprendere. Senza tenere conto che l’Emilia è stata pesantemente colpita dal sisma. Per non parlare delle altre conseguenze che le trivellazioni portano con sé, come il possibile inquinamento di aria, acqua e l’impatto sul paesaggio.» La Giunta, stavolta, ha fatto un clamoroso «autogol, contraddicendo se stessa. Nonostante quanto riportato dal rapporto Ichese e riaprendo alla possibilità di trivellazioni per l’esplorazione del sottosuolo, alla ricerca di idrocarburi, che erano state bloccate dal precedente governatore, a seguito del sisma 2012.» Ora le trivelle potrebbero rimettersi presto in funzione nel Ferrarese, ma anche nel Bolognese e in alcune zone di Modena. Confusa anche la questione che riguarda il Cavone, vicino a Mirandola, per il quale la Regione firmò un’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, per trasformare l’impianto del Cavone (visto come possibile innesco del sisma del 2012; ndr) in un laboratorio scientifico in cui studiare l’eventuale legame tra le attività di ricerca nel sottosuolo e la ricerca gas, ed i terremoti. Lo studio, a quanto pare, avrebbe mostrato che l’immissione di acqua nel sottosuolo non avrebbe creato concause del sisma, ma permangono nella Lega diversi dubbi. Insomma, mentre la Regione promette di creare un gruppo di lavoro per verificare le «garanzie economiche» a copertura delle attività di ricerca, la Lega punta il dito su di una precedente risoluzione del Pd, diventata all’improvviso “carta straccia”. «Crediamo – dice la Lega – che abbiano vinto gli interessi delle grandi compagnie e che la Regione abbia commesso un grave errore, del quale dovrà rendere conto ai cittadini.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













