lega nordLa Lega Nord è riuscita a fare votare all’aula una risoluzione congiunta, per impegnare la Regione nello stimolare il Governo a recitare una parte attiva in Europa, per sviluppare la competitività del Paese, nell’attrazione e sostegno delle imprese. Il tutto, dopo un dibattito svoltosi nella mattinata in Assemblea legislativa, relativamente al destino del brand della Ferrari. Il quale, secondo la Lega deve rimanere sul territorio emiliano. Non ci sono dubbi per la Lega Nord, che vorrebbe scongiurare l’esodo della sede legale e fiscale del gruppo di Maranello, come già accaduto per l’Fca (la nuova dicitura del gruppo Fiat-Chrysler). Il consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, spiega che questo fatto (quasi passato sotto silenzio sui media nazionali) debba fare riflettere sull’intero discorso della competitività. «L’esperienza dell’Fca – dice Bargi in Assemblea legislativa – ci insegna a tenere la guardia alta. Se parliamo della Ferrari, cioè di un brand tanto radicato come il gruppo automobilistico di Maranello, è impensabile che possa cambiare anche semplicemente sede legale.» Vengono presentate diverse risoluzione nel merito, con quella della Lega che si distingue per il tema del sostegno alla competitività del sistema Paese, che contraddistinguerà anche il documento finale e unitario votato dall’assemblea. «Presentare risoluzioni – sottolinea Bargi – lascia il tempo che trova, se queste contengono soltanto qualche bella parolina vuota, senza che vi sia un intervento energico della Regione, per rendere attrattivo il suo territorio e sollecitare un’azione verso lo Stato. Perché penso alle aziende medie e piccole, le quali non hanno le stesse forze per delocalizzare in posti come l’Olanda, l’Austria o un paese emergente come la Slovenia. Parliamo di aziende a conduzione familiare, che rischiano di sparire, poiché su di loro grava il peso fiscale di un Paese che ha grossi limiti di competitività. Penso che queste risoluzioni non avranno un effetto se la Regione non darà uno stimolo importante al Governo, per alleggerire una pressione fiscale soffocante per le nostre aziende e che – anche se la Regione dice di avere fatto tutto il possibile – rischia di impoverire il territorio, facendo emigrare i nostri marchi più rilevanti.»

 

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna