Rendiamo noto che nel mese di Gennaio, presso i nostri uffici, è pervenuta la richiesta del Cardinal
Simoni di poter visitare e pregare nel Santuario di Fiorano. Cogliendo questo desiderio, come dono
prezioso per tutta la comunità diocesana, abbiamo invitato Sua Eminenza in occasione della “festa
del ginepro“. Quest’ultima ricorda il secondo miracolo del fuoco avvenuto su questo colle di
Fiorano nel 1670.
In data 15 Marzo 2025 alle ore 17.30 si terrà nel piazzale della Basilica la Cerimonia Istituzionale di
accoglienza di S.Em. Cardinal Simoni, S.E. Ambasciatore della Repubblica di Albania Sig.ra
Majlinda Fringaj e di S.E. Mons.Vaccari Vescovo di Massa Carrara – Pontremoli.
La Solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 19.00, sarà preceduta dalla conferenza presso il
Salone del Pellegrino. 
Un momento prezioso per ascoltare la testimonianza del Cardinale che nel suo passato di giovane
sacerdote, subì 27 anni di carcere e lavori forzati sotto la dittatura comunista, che per molti anni
oppresse la terra di Albania. Sarà una serata speciale per invitare anche i tanti fratelli e sorelle
albanesi presenti nel modenese e reggiano, per rinnovare nella fede la nostra amicizia.

BASILICA PONTIFICIA FIORANO
Santuario B.V.del Castello

BIOGRAFIA CARDINALE SIMONI
Il Cardinale Ernest Simoni, Presbitero dell’Arcidiocesi di Shkodrë-Pult (Scutari – Albania), è
nato a Scutari il 18 ottobre 1928. dopo le scuole regolari ha frequentato il liceo del Collegio
francescano Illiricum. Ordinato sacerdote l’8 aprile 1956, per oltre sette anni ha guidato le
parrocchie di Kabash, Pukë, Kukël, Gocaj, Barbullush, Mal i Jushit, Torovicë e Sumë. Un’esperienza
che ne ha formato il carattere e il dinamismo pastorale, tanto che ancora oggi, nonostante l’età,
continua a girare nei villaggi dell’Albania per svolgere la sua missione, in particolare nelle
parrocchie di Barbullush e di Trush, a Fushë Arrëz.
Considerato un “nemico del popolo” ai tempi della dittatura comunista di Enver Hoxha, è stato
arrestato nella notte di Natale del 1963, mentre celebrava la messa a Barbullush, e confinato in una
cella d’isolamento con una condanna a diciotto anni. Ai suoi compagni di prigionia gli aguzzini
hanno ordinato di registrare la sua “prevedibile rabbia” contro il regime, ma dalla bocca del
sacerdote sono uscite sempre e solo parole di perdono e di preghiera. È arrivata puntuale anche la
condanna a morte, ma la sua pena è stata commutata in venticinque anni di lavori forzati nelle
gallerie buie delle miniere di Spac e poi nelle fogne di Scutari. Anche in questa drammatica
situazione non ha perso la fede e non ha mai interrotto il suo ministero sacerdotale. È persino
riuscito a celebrare ogni giorno di nascosto la messa e ha confessato gli altri carcerati, divenendo
padre spirituale di alcuni di loro e distribuendo anche la comunione, con un’ostia cotta di nascosto
su piccoli fornelli, mentre per il vino ha fatto ricorso al succo dei chicchi d’uva.
È stato definitivamente liberato il 5 settembre 1990. Appena fuori dal carcere, ha confermato il
perdono ai suoi aguzzini, invocando per loro la misericordia del Padre. La sua nomina
cardinalizia, ha tenuto a precisare, è un riconoscimento per tutti i martiri e i cattolici perseguitati
nella sua terra. Tra i quali c’è anche il primo cardinale albanese della storia, creato nel 1994 da
Giovanni Paolo II: Mikel Koliqi (1902-1997), suo concittadino di Scutari e come lui a lungo
imprigionato nelle carceri del regime, dove ha scontato ben trentuno anni di detenzione. Secondo
albanese a ricevere la porpora, il card. Simoni ha commosso il mondo e, in particolare, Papa
Francesco quando, il 21 settembre 2014, nella Cattedrale di Tirana, ha raccontato davanti al
Pontefice le violenze e le vessazioni subite per ventisette anni durante la dittatura comunista.
Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 19 novembre 2016, della
Diaconia di Santa Maria della Scala