In merito alla vicenda che ha coinvolto il modenese Luciano Masini, comandante della Compagnia dei CC di Verucchio interviene Antonio Platis, vice coordinatore regionale di Forza Italia.
 
“Premetto che nella nostra cultura, la morte di una persona, qualunque essa sia, è sempre un evento doloroso: “parce sepulto” scriveva già Virgilio nell’Eneide, a significare lo spirito di comprensione per chi non è più, e anche noi, ancora oggi, quel valore non vogliamo tradirlo perché è uno di quelli su cui si fonda la nostra civiltà. 
 
Vorrei tuttavia garbatamente rivolgere al presidente della comunità egiziana, Signor Aly Harhash, dopo la Sua lunga e corposa intervista rilasciata ieri alla stampa riminese, due semplici domande:
Come mai non ha speso una sola parola per esprimere solidarietà al carabiniere intervenuto per evitare che la sera di capodanno a Verucchio si compisse una strage di innocenti?
Per quale ragione, poi,  ha scelto di non mostrare vicinanza alle quattro persone ferite a coltellate dal suo connazionale?
Non aver preso le distanze dall’attentatore è atto gravissimo e non giustificabile. Un gesto che va condannato senza attenuante alcuna. 
 
Lo dico perché al presidente di una comunità di stranieri in Italia spetterebbe il compito di dare il buon esempio e ringraziare il paese che offre una seconda opportunità, peraltro non senza problemi e sacrifici, a volte non solo economici, per gli italiani. Al contrario, il Suo atteggiamento di scaricare ogni responsabilità sulle istituzioni Italiane infastidisce, irrita e appare agli occhi di noi italiani – ma sono certo anche di tanti buoni stranieri – assolutamente incomprensibile. Anzi, rafforza in noi la convinzione che per costui tutto sia dovuto e tutto possa essere giustificato.
__________________________________________________________
QUESTO UN ESTRATTO DELL’INTERVISTA AD ALY HARHASH

“Non era né un terrorista né un fanatico religioso ma, semplicemente, un ragazzo lasciato solo da chi avrebbe dovuto assisterlo in Italia e che non si era accorto del suo squilibrio mentale”. Così il presidente della comunità egiziana, a proposito di  Muhammad Abdallah Abd Hamid Sittal’egiziano 23enne  che la notte di capodanno, ha aggredito a coltellate quattro passanti lungo la strada principale di Villa Verucchio per poi scagliarsi con una lama da 22 centimetri contro il comandante della Stazione Carabinieri che ha dovuto fare fuoco per fermarlo. “Muhammad era un bravo ragazzo – spiega Harhash – e come tanti altri aveva deciso di tentare di vivere in Italia per cercare un futuro migliore e, per questo, era arrivato da clandestino su un barcone nel 2022.

INTERVISTA TRATTA DA© RiminiToday

                                                                      ——————————————————————————————————————-
 
Se proprio mal sopporta questo Stato, con le sue leggi e la sua cultura, e ritiene, come ha pericolosamente dichiarato, che è il carabiniere ad aver sbagliato, gli ricordo che l’Italia offre un’altra possibilità, un altra grande libertà: quella di tornare da dove si è venuti”.

Antonio Platis 
Vice coordinatore regionale