Enrico Maria Sighinolfi lascia definitivamente il Pd di Sassuolo: il giovane dirigente democratico è stato eletto all’unanimità segretario del circolo Pd di Manzolino-Riolo-Rastellino. Sighinolfi, 34 anni, candidato alle elezioni comunali del 2004 nel Comune di Sassuolo con la lista Di Pietro-Occhetto Italia Dei Valori raccolse due preferenze prima di dedicarsi al Partito Democratico nel 2007 nei comitati a sostegno di Enrico Letta alla segreteria nazionale, a sostegno di Bersani alle primarie del 2012 e l’anno successivo con Pippo Civati. Nel Pd di Sassuolo è stato componente della segreteria guidata da Sonia Pistoni – ma tra i due il rapporto è sempre stato difficile tanto che Sighinolfi saluterà con un finalmente le dimissioni della Pistoni nel gennaio 2015 alla vigilia del nuovo congresso. Toni spesso duri quelli utilizzati da Sighinolfi nei confronti degli avversari “Le idee del sindaco per Sassuolo:querele agli extra, cartelli sasol, bandi pilotati” nei confronti dell’ex primo cittadino Luca Caselli, mentre verso l’ex vicesindaco Gian Francesco Menani all’indomani della sconfitta alle Amministrative 2014 disse” ti abbiamo buttato fuori dal consiglio comunale”. Anche verso i compagni di partito usò parole forti “Il Pd non è il Pineta” riservato al ministro Boschi in occasione della visita per le Regionali 2014 e i pensieri un tantino forti verso il primo cittadino di Modena, Muzzarelli” “un coatto montanaro, col calzettone rosso, la panza piena di “crescente” e la passione per il quod” .Un rapporto difficile per Sighinolfi quello in famiglia fatto di bocconi amari e troppi dinieghi: no alla candidatura alla segreteria del Pd di Sassuolo quando Pistoni (Sonia) aveva già ufficializzato la sua indisponibilità a ricoprire ancora la carica. Appresa dell’intenzione di Sighinolfi di candidarsi alla carica, fu il partito, in maniera compatta a chiedere alla Pistoni di ripensarci e continuare; no alla candidatura al consiglio comunale nel 2014: Sighinolfi, in nome del suo impegno e delle sue battaglie era convinto di meritarsi il posto. Ma la direzione del partito lo inserì tra le “figure poco spendili”. Tanto che all’indomani della vittoria di Claudio Pistoni alle amministrative rassegnò le dimissioni da ogni incarico. Molte le sconfitte politiche interne, dalla candidatura “abortita” alle primarie per il Sindaco di Sassuolo, mai fatte, in nome del candidato forte – Claudio Pistoni – alle candidature osteggiate – senza successo – di Susanna Bonettini, Giuseppe Megale e Nadia El Barrami che Sighinolfi avrebbe voluto fuori dalla lista.Il giovane dirigente democratico, nel Pd di Sassuolo si è sempre sentito combattuto come nessun altro e ostacolato in ogni cosa, riparte da un circolo meno in vista e più periferico, rispetto a Sassuolo, una scelta di vita o una scelta del Partitone che secondo il motto latino promoveatur ut amoveatur, promuove, Sighinolfi così corona il suo obiettivo di diventare segretario ma rimuove un problema, tutto sassolese, bloccando una possibile uscita verso altri lidi per un partito in calo di iscritti?scacco matto