869 aggressioni fisiche o verbali nei confronti degli operatori sanitari all’interno delle strutture del territorio a partire dal 2019, con ben 133 casi nei primi sei mesi di quest’anno e un trend in aumento dalla pandemia in poi. 
Nella maggior parte dei casi le vittime sono infermieri, medici e oss. È questo il quadro allarmante che emerge dai dati sulle violenze ai danni dei sanitari in tutta la provincia di Modena. Ci deve scappare il morto prima che vengano adottate misure preventive e strumenti volti ad arginare il fenomeno? 
L’ultimo caso accorso al Ps del Policlinico, in cui peraltro il responsabile dell’aggressione è risultato essere un “msna” la dice lunga sulla necessità di intervenire in tempi celeri su una situazione ormai esplosiva. Cosa serve istituite una giornata contro la violenza ai danni di operatori sanitari se poi non si fa nulla per tutelarli!?
Così il vice coordinatore regionale FI Antonio Platis interviene sul recente caso di un minore che la scorsa domenica – pare in stato di alterazione – ha aggredito un’ infermiera del Policlinico di Modena. 
 
‘Ben hanno suggerito i sindacati rispetto alla necessità di istituire il posto di polizia h24 all’interno dei pronto soccorso. Ma non è la sola soluzione. Occorrono attivare veri e propri protocolli, magari promossi dalla Prefettura o anche dalla Procura della Repubblica, in modo tale che le aggressioni ai sanitari abbiano una priorità specifica e la prima auto o delle forze dell’ordine o della polizia locale possa intervenire in supporto dei sanitari e delle guardie giurate rapidamente. Questo genere di protocolli sono già attivi in diverse realtà. 
 
I reati si verificano soprattutto nei ps, nei reparti di diagnosi e cura e nelle Rems. 
Parlo di quelle strutture, gli ospedali psichiatrici carcerari, che ancora sono ‘in mezzo’ – in termini di giurisdizione – al ministero della sanità e giustizia
 
Antonio Platis           
Vice Coordinatore Regionale FI e candidato alle elezioni regionali