Voci di spesa da chiarire per la società che gestisce il trasporto pubblico nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza.
 Lo chiede il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, che ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale accendendo un faro sull’attività della “Direzione Legale di Seta  a cui fa riferimento l’Ufficio Affari Generali, Legali, Contratti, Gare e Appalti sia un Ufficio Legale, Contratti e Protocollo” che, pur in organigramma, sarebbe stata affiancata da consulenze e incarichi affidati “direttamente” all’esterno di Seta, ma pagate da Seta stessa. “Esaminando l’elenco delle consulenze e collaborazioni esterne di SETA – denuncia Bargi – emergerebbe infatti che per le sole consulenze legali (una delle quali tecnico-legale), tramite affidamento diretto, dal 2017 al 2023 l’azienda di trasporti avrebbe speso 297.389,26 euro, cifra che, ancorchè legittima meriterebbe un chiarimento.
Inoltre, tra il 2020 e il 2023 balzano all’occhio due consulenze esterne tramite affidamento diretto (una tecnica di 64.900 euro e una tecnico legale di 44.000 euro) assegnate a KPMG Advisory spa. “Ebbene – rileva Bargi – il precedente Amministratore Delegato di SETA, insediatosi il 12/2/2019 e dimessosi il 5/9/2023, proveniva proprio da KPMG Advisory spa”. Detta coincidenza desta qualche perplessità e tira in ballo anche la Regione.
Seta, infatti, è una società mista, con una quota pubblica detenuta dagli Enti locali di Modena, Reggio Emilia e Piacenza ed una quota privata posseduta da HERM-Holding Emilia-Romagna Mobilità S.r.l. e da Tper S.p.A. che ne detiene il 6,51% delle azioni. HERM, il maggiore socio di SETA, è a sua volta è controllata al 95% da Tper. E Tper (Trasporto passeggeri Emilia-Romagna) che ha nella Regione Emilia-Romagna il maggiore azionista (46,13% delle azioni)”. 
Bargi chiede quindi conto delle “ragioni dell’affidamento diretto di consulenze legali esterne per un valore di quasi 300.000 euro in sei anni da parte di SETA, nonostante la presenza di una Direzione Affari Legali e di un Ufficio Legale all’interno dell’azienda e chiede altresì un giudizio sulla opportunità della decisione di  Seta di optare per consulenze “per oltre 100.000 euro alla medesima società privata da cui proveniva il proprio Amministratore Delegato”.