“Un silenzio che ti consuma, capace di logorarti: tutto tremendamente fermo, c’è un immobilismo che dovrebbe fare riflettere”. A parlare è Roberta Carassai, la mamma di Alessandro Venturelli; la donna con tenacia e determinazione è alla ricerca del figlio, misteriosamente scomparso, dalla zona di Rometta Alta ove risiede, sabato 5 dicembre 2020.” Siamo in attesa di conoscere l’esito relativo all’archiviazione del caso da parte della Procura, richiesta che sarà discussa il prossimo 7 ottobre dopo il rinvio dell’udienza fissata per la fine di aprile 2024 – continua la donna – La domanda della Procura è del maggio 2023, rimanere sospesi e nella totale incertezza sul futuro del sostegno istituzionale rappresenta un duro colpo per chi, come la sottoscritta, combatte e lotta per ritrovare la sua creatura. Su un punto si soffermano le considerazioni della mamma coraggio:” Il caso è formalmente aperto, ma non essendoci elementi nuovi le indagini sono ferme -sottolinea- diverse segnalazioni su possibili avvistamenti di Alessandro provenivano dall’Olanda, ma mancando un ordine d’indagine europeo non è stato possibile attuare le ricerche a livello di polizia olandese. Mi sono recata più volte ad Amsterdam – prosegue – ma senza il supporto di mezzi e forze, i miei tentativi disperati di verificare le segnalazioni hanno dovuto affrontare difficoltà, purtroppo insormontabili; in questo modo, non esiste una ricerca di mio figlio, bensì ci si limita ad una verifica delle segnalazioni”. Molto lucidamente, Roberta osserva:” Il tempo trascorso dalla scomparsa delinea e struttura le indagini, posso capire certe dinamiche attuali, ma molti problemi sono stati causati dalle indagini seguenti la scomparsa – sottolinea –Valutare l’allontanamento di Alessandro, come un gesto volontario, è stato l’inizio di un dramma, per il momento senza fine. Sono state ignorate le indicazioni di noi familiari che abbiamo esternato il malessere temporaneo di mio figlio, penso che parlare di persona maggiorenne in casi così delicati sia un modo per evitare di  cercare di dare delle risposte concrete, facendo riferimento alla maggiore età viene a cadere la domanda di protezione ed aiuto: tutto questo è assurdo, bisognerebbe sovvertire certi preconcetti in nome di un’ inconfutabile fragilità umana”. “Manca un’organizzazione alla base, per dare risposte pratiche al capitolo riguardante gli scomparsi: ci si affida all’impegno, alla solidarietà di volontari ma senza un corpo preparato a supporto si perde di credibilità ed efficacia”. A conclusione del suo intervento, Roberta dice:” Sono arrabbiata, o per meglio dire, schifata – chiarisce – prendete il caso di Ilaria Salis, la donna, per difendere idee anche nobili, ha sbagliato e agito in modo scorretto: per lei un’immunità parlamentare che cancella ogni reato e valica qualunque confine, altro che indagini europee; è emerso un messaggio di una povertà di valori, sconcertante. La mia ricerca continuerà, questo dolore non si può archiviare; sto pagando un prezzo altissimo, ma lezioni di moralità da certi scenari politici fanno male”