MODENA, BARGI (LEGA): “MALTEMPO, ALLERTA ARANCIONE E NON ROSSA NELLE ZONE MONTANE MODENESI: TENTATIVO DI VOLTARE LE SPALLE AI COMUNI DANNEGGIATI?”
“È dal 2020 che interveniamo segnalando problematiche nella rete idrica di Pavullo e da lì scendendo su Polinago e Prignano. Per il territorio modenese è da anni che chiediamo interventi attraverso la presentazione di interrogazioni a cui la Giunta Bonaccini ha sempre risposto con vari rimandi da parte dell’amministrazione regionale e suoi derivati, come Atersir, che ancora si appigliano a convenzioni con i comuni: la cosa è grave in quanto ancora non si è fatto nulla. La soluzione sarebbe quello delle vasche di laminazione, unica soluzione percorribile ed efficace per risolvere il problema. Inoltre, nel modenese mi dicono che ci sono zone montane lasciate in allerta arancione invece che rossa: non vorremmo che fosse un modo per evitare di impegnarsi sul sostegno ai comuni”. Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, a seguito alla recente alluvione che ha colpito il territorio del Modenese, ribadisce con fermezza le problematiche già segnalate dal 2020 riguardanti la rete idrica di Pavullo e delle aree circostanti, come Polinago e Prignano.
Il 30 maggio scorso, il Consigliere Bargi aveva già denunciato la situazione con una nota nella quale denunciava: “L’allagamento del centro di Pavullo (Mo) delle settimane scorse dimostra che di tempo da perdere non ne è rimasto più, pertanto: a che punto sono i lavori previsti che la Regione ha sviluppato in accordo con i gestori del servizio idrico, Atersir e le Autorità idrauliche competenti, e calendarizzati per quest’anno?”.
“A seguito dell’ennesimo e pesante sversamento segnalato da svariati cittadini dell’abitato di Gombola di Polinago in data 09/05/2020 – spiega Bargi – avevamo hiesto alla Giunta Regionale di chiarire se allo stato attuale il complesso impiantistico del depuratore di Pavullo si presentasse adeguatamente dimensionato e quali azioni la Regione Emilia-Romagna, anche tramite il proprio servizio di Arpae-Sac, intendesse mettere in atto affinché non si debba aspettare oltre ma si intervenga nell’immediato per tutelare la qualità dell’ambiente locale, la salubrità del corso d’acqua e degli abitati lungo i torrenti Cogorno e Rossenna minacciati dal periodico ripetersi di scarichi non controllati dal depuratore di Pavullo nel Frignano”.
Nel 2020, l’Assessore regionale competente rispose che “per la realizzazione di tali intervento (lo sdoppiamento del sistema fogne e torrentesi prevedeva un investimento di oltre 1 milione di euro con i lavori che sarebbero stati realizzati a partire dal 2023.”
In seguito alle violente piogge delle scorse settimane, il sindaco di Pavullo ha sottolineato come “non sia più rinviabile la gestione degli scarichi urbani nei momenti di piena del torrente Cogorno e che da oltre un anno è stato richiesto un sistema di laminazione per evitare eventi di tal genere”.
Per Bargi, dunque, si ripropone ancora una volta “la necessità di avere un sistema a monte dell’abitato di Pavullo che impedisca all’acqua di riversarsi tutta sul collettore principale ma che al contrario possa dotarsi di una cassa di espansione nella parte alta per evitare il sovraccarico e l’esondazione a valle del paese”.
Da qui l’atto ispettivo, nel quale il consigliere Bargi il 30 maggio scorso chiedeva alla Giunta “se e quando sia stato approvato il Programma d’Interventi che la Regione sta sviluppando in accordo con i Gestori del Servizio Idrico, Atersir e le Autorità idrauliche competenti”, “se siano iniziati i lavori relativi agli interventi in questione, programmati per il 2023, vista la situazione di difficoltà riscontrata nei giorni scorsi a Pavullo”, e “se sia previsto di dotare Pavullo di un sistema di laminazione, così come richiesto dall’attuale amministrazione comunale”.
*********** **************** 
MALTEMPO, BARGI (LEGA): “LA GIUNTA REGIONALE SI IMPEGNI A CHIEDERE LO STATO DI CALAMITA’ PER L’APPENNINO MODENESE”
La Giunta regionale si impegni a richiedere lo stato di calamità per i Comuni della provincia di Modena colpiti dalle eccezionali precipitazioni degli ultimi giorni disponendo immediate azioni tese a ripulire i corsi d’acqua onde scongiurare il rischio legato al trascinamento a valle di materiale inerte e legname al ripetersi di nuovi fenomeni di piena con conseguente ostruzione dei corsi d’acqua. Lo chiede il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, che ha presentato alla Giunta regionale un ordine del giorno in proposito. “Le abbondanti precipitazioni che hanno colpito il territorio dell’Emilia occidentale – denuncia il leghista – hanno visto registrare 130 millimetri di pioggia cumulata nel bacino dell’Enza (con punte fino a 160 millimetri), 125 in quello del Parma, 120 in quello del Crostolo, 113 in quello del Secchia (con picchi fino a 190 millimetri), fino ai 90 millimetri di Taro e Nure: è la media areale, cioè la quantità di pioggia, caduta nelle ultime 24 ore nelle aree della regione dove scorrono questi corsi d’acqua. Nella sola giornata del 24 giugno risultano essere caduti 112 millimetri di pioggia sulla macroarea E (montagna e collina delle province di Parma, Reggio e Modena), valore che segna il massimo storico della serie per quest’ambito territoriale”. Decine le strade interrotte da frane e smottamenti in collina e montagna, mentre si sono registrati allagamenti ai piani bassi delle case, nonché il crollo di piccoli ponti. Alcune famiglie sono state evacuate e soccorse dai vigili del fuoco con i gommoni, in particolare a Langhirano e Mulazzano (Parma), dove diverse abitazioni sono state invase dall’acqua e a Campogalliano (Modena), dopo che ieri era stata Pavullo, sempre sull’Appennino modenese, a vivere un pomeriggio con buona parte del centro allagato. “La situazione -accusa Bargi – risulta aggravata dalla scarsa pulizia dei corsi d’acqua. Servono quindi immediate azioni tese a ripulire i corsi d’acqua onde scongiurare il rischio legato al trascinamento a valle di materiale inerte e legname al ripetersi di nuovi fenomeni di piena” conclude.













