Chiusura col botto per l’anno scolastico 2014/15: in una classe di prima elementare dislocata nel territorio del comune di Formigine si sarebbero verificati forti disagi e pesanti criticità relative a metodi d’insegnamento che diversi genitori contestano. Precisiamo subito che non ci sono da segnalare violenze fisiche di natura sessuale o comportamenti repressivi, ma sotto il profilo didattico ed educativo sono varie le lamentele. Innanzitutto i giovani scolari sarebbero bersaglio di pressioni psicologiche di un certa entità non in linea con la tenera età dei bambini: troppa la responsabilità e il senso del dovere che gravano sui piccoli studenti. Varie le proteste di genitori che hanno ravvisato comportamenti anomali nei figli:atteggiamenti che sfociano talvolta in crisi di pianto contornate da ripetute bugie, un vero e proprio terrore nei confronti della scuola e dello studio. I problemi riguarderebbero una mezza dozzina di bambini: tutto si è protratto per diversi mesi, il plesso didattico ha cercato di tamponare l’emergenza ma con l’arrivo della fine delle lezioni la questione è esplosa. Fino ad oggi qualche protesta isolata soffocata dalla paura di ritorsioni nei confronti degli scolari e dall’inesperienza di alcuni genitori che hanno preferito incassare piuttosto che uscire allo scoperto; ma ora i problemi dalla sfera squisitamente personale cominciano ad avere uno spessore pubblico grazie alla tenacia di qualche madre che ha deciso di esternare questiinvalsi-bambini “malumori di gruppo “. Non si registra alcun orrore, semmai qualche errore di troppo nell’arte di insegnare: vista la delicatezza dei protagonisti della vicenda è meglio fare chiarezza…