“Singolare che alcuni magistrati si precipitino ad anticipare un giudizio negativo sul protocollo d’intesa Italia-Albania sui migranti, senza attendere i provvedimenti normativi e tutte le attività necessarie  per  rendere operativi questi centri.
È opportuno ricordare che si tratta di un accordo in via semplificata che, stricto sensu, non necessita di ratifica da parte delle Camere. Ricordo a me stesso che non si procedette alla ratifica nemmeno per il Memorandum sulla Via della Seta del governo Conte Uno. 
 Atteggiamenti di “contrasto” all’applicazione delle norme generano inopportuni cortocircuiti non solo giuridici ma istituzionali che investono poteri dello Stato. Occorre uno sforzo di interpretazione conforme e solo in caso di (presunta) inadeguatezza della norma ricorrere all’incidente di costituzionalità ovvero, in caso di contrasto (presunto) con le norme UE al rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.”   
   Così Enrico Aimi – Presidente della Prima Commissione  del Consiglio Superiore della Magistratura – già componente della Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica