La Lega plaude alla missione interforze svolta tra le acque del Po, tra il Ferrarese e il Polesine, ma annuncia che la strada alla modifica della legge per inasprire le sanzioni a carico dei pescatori di frodo è tracciata. pescatori  dell'estAlan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione, si congratula per la missione interforze che ha portato ad un maxi sequestro di materiale illegale per la pesca, lungo l’asta ferrarese e veneta del fiume Po. Un’operazione (filmata anche da La 7) che ha portato al sequestro di reti e altri materiali vietati, ai danni di due pescatori di “professione”, originari dell’est Europa, ma residenti nel Polesine. «Il risultato brillantemente ottenuto dalle Forze dell’Ordine – spiega Alan Fabbri – conferma da un lato la bontà dell’indirizzo che ci siamo dati, con tutte le Istituzioni coinvolte, durante l’incontro svoltosi in Prefettura. Nel senso che soltanto la sinergia tra tutti gli attori in campo può portare ad un risultato nel contrasto alla pesca di frodo, ed al commercio senza controllo alcuno di pescato fuori dalle regole, ed a danno della fauna ittica dei nostri corsi d’acqua.» Il contrasto, da solo, però non basta, sottolinea Fabbri: «Dobbiamo continuare lungo il percorso che vuole mettere mano alla Legge regionale 11/’12, per inasprire i provvedimenti in presenza di fenomeni di bracconaggio – spiega Fabbri – dando la possibilità agli organi preposti di procedere anche al sequestro amministrativo e all’eventuale confisca degli autoveicoli e dei natanti utilizzati, in aggiunta alle sanzioni già previste.» Forme di coordinamento come quella attuata tra Ferraese e Polesine sono state richieste anche alla Prefettura di Bologna, dal consigliere regionale, Daniele Marchetti. Perché la battaglia contro la pesca di frodo e il fenomeno in generale si può vincere solo con azioni comuni e sinergiche, ed un inasprimento delle pene, da reato di tipo amministrativo a reato penale.

Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna