In arrivo il terzino destro norvegese Marcus Pedersen: in corso le visite mediche per la nuova avventura in neroverde, nelle prossime ore la fumata bianca. Ingaggio con la formula del prestito oneroso ad un milione di euro con obbligo di riscatto fissato ad ulteriori 6 milioni di euro + bonus: un anno di contratto + ulteriori quattro al momento del riscatto. Il giocatore, l’ultima stagione col club di Rotterdam, Feyenoord, potrebbe risultare molto utile  come pedina all’interno dello scacchiere di Dionisi per la sua duttilità: un classe 2000 che sembra avere l’esperienza e le doti richieste dal tecnico del Sassuolo per essere mandato senza titubanze in campo. 

                             

Le parole di mister Dionisi al termine di Sassuolo-Atalanta, hanno acceso il dibattito; sono stati pensieri, sinceri e in linea con il momento in casa Sassuolo, un gruppo, quello neroverde, incompleto e farcito di giovani. La verità è questa; la squadra ha tenuto bene il campo nel primo tempo, poi ha pagato dazio: superiorità, evidente dell’Atalanta, la quale è emersa grazie ad alcune carenze attualmente inevitabili. Nella prima frazione, buona circolazione di palla del Sassuolo ma la squadra manca di giocatori pronti all’uso: Vina, motivato e grande senso della posizione oltre ad un’apprezzabile personalità, non è in condizione tanto da aver sofferto terribilmente le scorribande atalantine sulla sua fascia di competenza. Guardando alla panchina, non si possono avanzare pretese sul conto del giovane Missori: quando chiamato in causa il ragazzo ha fatto il suo, ma mancano certezze. Nella sera in cui Viti ed un sontuoso Erlic  disputano una buona prova, il centrocampo finchè regge la condizione atletica non sfigura, si registra il problema del gol. Defrel non pervenuto, Pinamonti si impegna ma combina poco: si dirà che l’attaccante trentino sappia legare il gioco, ma mancano tremendamente i gol. Siamo alle solite, anzi nel ruolo per lui, disegnato dal tecnico neroverde, di terminale offensivo bisogna finalizzare di più e questo intestardirsi a lottare e a contrastare come fosse una boa, lascia perplessi. Poi, c’è la telenovela Berardi: qualunque sia la  conclusione della vicenda, due parti hanno forzato la trattativa; tutto questo, sta creando dissapori e animando un rapporto, tra tifosi e Mimmo, che è sempre stato di grande rispetto.  Non per giudicare l’operato di alcuno, ma il vecchio adagio, PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO, rimane valido sempre. La situazione continua ad essere logorante, prima viene il Sassuolo; ieri sera, mentre il Sassuolo andava  a fondo , il suo giocatore più rappresentativo stava a galla in piscina con la famiglia. Legittimo, coltivare passioni  e vivere la propria vita; ma questo messaggio, quasi provocatorio, può risultare poco professionale. Si rincorrono voci di protesta sui social, la gente si sente tradita; la società resiste nonostante queste MIMMATE e chi ama il Sassuolo è disposto a perdonare queste piccole marachelle, consapevole del fatto che NO BERARDI, NO PARTY