“L’Ambulatorio di dermopatie professionali istituito presso il Spsal di Sassuolo rimarrà attivo oppure no?” E poi ancora: “Quali sarebbero le ragioni che sottendono l’eventuale soppressione del Servizio?”. E’ quanto chiede in un’interrogazione alla Giunta il consigliere regionale della Lega, Simone Pelloni, che incalza la Regione “circa le iniziative che intende adottare per scongiurarne la chiusura, alla luce dell’evidente beneficio del Servizio per i pazienti affetti da dermopatie professionali”.
Le dermopatie professionali sono, in Italia, ampiamente non diagnosticate e/o diagnosticate tardivamente, alla luce dei dati degli altri Paesi europei così come evidenziato dal report Inail 2021 – “Malattie della pelle: analisi per comparti economici e professioni dei lavoratori”, a cura della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
“La forbice che rappresenta il fenomeno a livello europeo è molto ampia: si stima che le malattie della pelle siano tra il 10% ed il 40% delle malattie professionali riconosciute. Tuttavia, per l’Italia si osserva un repertorio ancora più circoscritto di casi: dalla banca dati statistica dell’Inail si ricava che le malattie della cute e del tessuto sottocutaneo danno luogo ogni anno a poco più di 300 eventi riconosciuti ed ammontano all’1,3% del totale dei casi ‘accertati positivi’ del quinquennio 2015 – 2019” spiega Pelloni.
Ebbene. per affrontare il problema nella sua reale importanza, si è quindi deciso di far fronte alla tardiva e soprattutto alla mancata diagnosi.
Per funzionare in modo efficace, il Servizio di diagnosi ha pertanto necessità di un continuo dialogo e confronto fra i dermatologi, i medici del lavoro e il sistema produttivo (le aziende). Cercando innanzitutto le criticità dove possono manifestarsi, non semplicemente restando in attesa di una richiesta (che può anche non pervenire, proprio per i motivi di sottovalutazione sopra evidenziati).
“Proprio per tali ragioni, nel 1998 si decise la creazione dell’Ambulatorio di Dermopatie Professionali presso il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) a Sassuolo (MO). La scelta di fondo che guidò l’attivazione del Servizio – sottolinea Pelloni – fu appunto quella di affrontare il problema reale e non quello percepito, ed è seguendo queste coordinate che il Servizio ha raggiunto nel corso degli anni, in termini di efficacia reale, risultati eccezionali”.
Tuttavia, “da quanto ci è stato segnalato all’inizio del 2023 – denuncia Pelloni – si sarebbe prima pensato di trasferire – per motivi logistici non evidenti visto che nell’attuale sistemazione non si riscontrano criticità strutturali – l’attività dell’Ambulatorio di Dermopatie Professionali al Poliambulatorio dell’Ospedale di Sassuolo, successivamente si sarebbe deciso la chiusura vera e propria del Servizio”. Ed è proprio dal rischio chiusura del servizio che prende le mosse l’atto ispettivo depositato oggi in Regione da Pelloni.













